Usa-Cina, tornano gli attacchi reciproci e le Borse si indeboliscono

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Tensione per i provvedimenti americani a favore di Hong Kong. Lo spread sale a 160 punti base, salgono i tassi all’asta Btp. S&P alza leggermente la stima sul Pil tricolore

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Le tensioni tra Stati Uniti e Cina tornano ad agitare gli investitori: le Borse europee si muovono in calo. Milano cede lo 0,65%, Londra arretra dello 0,3%, Francoforte dello 0,4% e Parigi dello 0,3%.

Non basta il fatto che ieri Wall Street abbia chiuso sui nuovi massimi, mentre oggi il mercato americano è chiuso per il Ringraziamento. Anche le Borse asiatiche hanno chiuso con il segno meno, dopo che nella notte Donald Trump ha promulgato i provvedimenti a favore dei protestanti di Hong Kong, fatto che ha provocato la dura reazione della Cina che minaccia “dure contromisure” contro il governo americano. Shanghai ha perso lo 0,47%, Hong Kong lo 0,22% mentre Tokyo ha limato lo 0,12%.

A Piazza Affari sono diversi gli spunti da seguire: debole Atlantia, la società nell’orbita Benetton che controlla Autostrade per l’Italia, sull’accelerazione del governo nella revoca delle concessioni.
Si segnalano poi alcuni contratti: quelli di Saipem per due parchi eolici in Scozia e Taiwan, del valore di 750 milioni, e quello di Prysmian da 100 milioni per un collegamento in Scozia.

Lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi conferma il rialzo della vigilia: un nuovo innalzamento dei rendimenti in asta spinge lo spread del Btp decennale sul Bund tedesco in aumento a 161 punti.
Il rendimento, ovvero il tasso di interesse, del bond italiano è aumentato all’1,24% sul mercato secondario. Il Tesoro ha infatti collocato titoli per 5,75 miliardi con tassi in rialzo: per i decennali la domanda è ai minimi dal 2012. In particolare per la quinta tranche del Btp 5 anni febbraio 2025, cedola 0,35%, il rendimento si è portato a quota 0,64%, ai massimi da giugno. Il Tesoro ha collocato 2,25 miliardi per i quinquennali. Collocata anche la settima tranche del Btp aprile con scadenza 2030 per 2,75 miliardi, ha visto con il rendimento che sale a 1,29%, ai massimi da luglio.
La domanda era stata pari a 3,34 mld, il rapporto di copertura è pari a 1,22. Collocati anche i 750 milioni offerti nella 19esima tranche del Ccteu con scadenza gennaio 2025.

Dall’agenda macro si registrano alcune indicazioni: l’inflazione in Spagna accelera allo 0,5% a novembre, mentre in Italia i prezzi alla produzine segnano un calo dello 0,1% a ottobre per un -3% annuo.
Sempre l’Istat ha registrato una crescita dello 0,5% del fatturato dei servizi nel terzo trimestre, +1,3% annuo. Timida revisione al rialzo dall’agenzia di rating S&P sul Pil italiano: da +0,1% a +0,2% nel 2019, conferma invece a +0,4% per il 2020. L’indice sul sentiment economico dell’Eurozona a novembre è salito leggermente, portandosi da quota 100,8 a 101,3. L’inflazione in Germania è rimasta ferma all’1,1% a novembre su anno.

Euro poco mosso questa mattina nei confronti del dollaro. La moneta unica è scambiata a 1,1008 dollari, da 1,1000 dollari segnati ieri dopo la chiusura di Wall Street, e a 120,52 yen.

Il prezzo del petrolio apre in calo, dopo il rialzo, a sorpresa, delle scorte settimanali di greggio Usa.
Sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti cede 24 cent a 57,87 dollari e quelli sul Brent arretrano di 15 cent a 63,91 dollari al barile.L’oro è infine in lieve rialzo sui mercati asiatici con gli investitori in allerta sulle tensioni nelle trattative tra Usa e Cina sui dazi.
Il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.456,72 dollari l’oncia in aumento dello 0,2% dopo il calo dello 0,5% messo a segno ieri.

Repubblica.it

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