Istat: “Fatturato -20% nei primi 5 mesi 2020: 1/3 delle imprese a rischio”

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Perdite d’affari per l’industria italiana: dato peggiore sul mercato interno (-21,2%) rispetto a quello estero (-18%)

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Istat, 38.8% imprese italiane a rischio sopravvivenza.
“L’impatto della crisi sulle imprese è stato di intensità e rapidità straordinarie, determinando seri rischi per la sopravvivenza: il 38,8% delle imprese italiane (pari al 28,8% dell’occupazione, circa 3,6 milioni di addetti, e al 22,5% del valore aggiunto, circa 165 miliardi di euro) ha denunciato l’esistenza di fattori economici e organizzativi che ne mettono a rischio la sopravvivenza nel corso dell’anno”. E’ il quadro drammatico illustrato da Roberto Monducci, direttore del Dipartimento per la produzione statistica dell’Istat, nel corso dell’audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato, nell’ambito dell’attività conoscitiva preliminare all’esame del Programma Nazionale di Riforma per l’anno 2020 e della Relazione con cui il governo chiede l’autorizzazione a un nuovo scostamento di bilancio.

“La presenza sui mercati internazionali si associa a minore vulnerabilità – spiega l’Istat – soprattutto per le imprese di maggiore dimensione: il 28,5% di esportatori prevede gravi rischi per l’attività nel breve periodo; una quota che scende al 27% nel caso di unità a elevata propensione all’export o che vendono su più mercati, al 21% nel caso di chi esporta nell’Ue e nell’extra-Ue, fino al 15,5% nel caso delle imprese esportatrici appartenenti a un gruppo multinazionale estero. La prospettiva di chiusura dell’attività è determinata prevalentemente dall’elevata caduta di fatturato (oltre il 50% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019) che ha riguardato il 74% delle imprese e dal lockdown (59,7% delle imprese).

I vincoli di liquidità (62,6% delle unità a rischio chiusura) e la contrazione della domanda (54,4%) – osserva l’istituto statistico – costituiscono i principali fattori che hanno inciso sul deterioramento delle condizioni di operatività delle imprese, mentre i vincoli di approvvigionamento dal lato dell’offerta hanno rappresentato un vincolo più contenuto (23%). Rispetto alla performance, il rischio operativo coinvolge il 63,2% del segmento di imprese caratterizzato da una elevata fragilità (livelli limitati di produttività e alta frammentazione; circa 250 mila imprese che occupano 1,2 milioni di addetti)”. “Gli indicatori di fatturato mostrano che la caduta di attività subita dall’industria a causa della crisi ha determinato, nei primi cinque mesi dell’anno, una perdita di giro di affari del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un risultato peggiore sul mercato interno (-21,2%) rispetto a quello estero (-18%)”. 

Affari italiani

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