Riforma pensioni, ok all’anticipo Tfs fino a 45mila euro per gli statali

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Via libera all’anticipo del Tfs fino a 45mila euro per i dipendenti pubblici: il decreto sarà operativo entro 30 giorni

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C’è il via libera all’anticipo del Tfs fino a 45mila euro per i dipendenti pubblici. È stato infatti siglato lo schema di Dpcm con le firme della Ministra della PA Fabiana Dadone, dei Ministri competenti e del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Lo schema può ora andare in Corte dei conti per il necessario parere propedeutico all’emanazione entro 30 giorni.

Ad annunciarlo, è stata Fabiana Dadone, Ministro della Pubblica Amministrazione. “Abbiamo sollecitato di nuovo la firma degli altri ministeri interessati e adesso siamo pronti a varare il provvedimento che, come detto, attende solo il via libera formale della Corte dei conti, mentre lo schema di convenzione con l’Associazione delle banche, su cui vi aggiornerò a stretto giro, è praticamente pronto”, conclude il ministro.

Tfs statali, c’è l’accordo per l’anticipo
Come previsto dall’articolo 23 del DL 4/2019, quindi, si attiva per i dipendenti pubblici la possibilità di ottenere un prestito dal settore bancario sino a 45mila euro della buonuscita maturata.

Viene annunciata anche la convenzione con l’Associazione delle banche (Abi) che dovrà “garantirà un trattamento di assoluto favore ai pensionati e pensionandi del settore pubblico che decideranno di avvalersi di questo strumento”. A breve, sarà disponibile anche l’elenco delle banche aderenti al prestito garantito da TFS/TFR, con tassi di interesse agevolati.

Tfs per i dipendenti pubblici
L’anticipo sulla liquidazione dei dipendenti pubblici fino alla soglia di 45.000 euro, era stato introdotto insieme a Quota 100 con la riforma pensioni varata a fine 2018. Poiché non era cosi celere la possibilità di ottenerlo, nel caso in cui i dipendenti avessero deciso di ricorrere alla pensione anticipata (62 anni di età ed almeno 38 di contributi), si era pensato alla possibilità di chiedere un anticipo fino a 45.000 euro tramite prestito bancario.

Il ministro Dadone sottolinea quanto il pubblico impiego sia stato colpito duramente dai diversi governi dal 2011 in poi con il Tfs differito che porta la liquidazione anche a 24 mesi di ritardo rispetto alla cessazione del servizio, cosa che non accade ai dipendenti privati.

“Non è stato facile uscire dalle sabbie mobili della burocrazia in cui ci siamo trovati. Ma abbiamo fatto il massimo per accelerare le procedure. So, sappiamo che è un provvedimento delicato e importante. Non tutti lo apprezzano, ma molti pensionati ci contano per realizzare un progetto di vita per sé o per i propri cari. Dunque, ho avvertito da subito l’obbligo morale di gestire con risolutezza questa eredità che mi sono trovata sulla scrivania. Avevo promesso, mi ero impegnata a raggiungere l’obiettivo entro la primavera e adesso siamo in dirittura d’arrivo. A presto per tutti gli aggiornamenti”.

quifinanza.it

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