Il nuovo inizio dei Pesenti. A un passo l’acquisto di Clessidra

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Carlo-PesentiDefiniti gli ultimi dettagli della cessione di Italcementi al colosso tedesco Heidelberg, la famiglia Pesenti si appresta a ritornare a investire, questa volta in un campo che non le è tradizionalmente proprio: quello della finanza. Sarebbe infatti ormai prossimo l’acquisto della maggioranza delle partecipazioni del fondo di investimento Clessidra, una delle società di gestione del risparmio più importanti d’Italia che dispone di un portafoglio di più di 2 miliardi di euro. Sul piatto, il 79 percento delle azioni, che costerà alla famiglia una cifra compresa fra i 16 e i 20 milioni di euro.
Un colpo di scena. Che Clessidra fosse in cerca di una nuova proprietà è un fatto assodato già da diverso tempo, ma che questa potesse essere la famiglia Pesenti è una novità degli ultimi giorni. Parecchio interessati, nonché favoriti, fino praticamente all’altro ieri sembravano gli americani di Neuberger Berman, che in Italia già hanno un pied-à-terre in Banca Intesa, con la quale svolgono operazioni di private equity, e che vedevano in Clessidra il trampolino giusto per il definitivo tuffo, da protagonisti, nel mare della finanza nostrana. A competere con gli statunitensi c’erano anche diversi gruppi italiani, da Banca Leonardo a Mittel, oltre a vari, ma più defilati, interessati stranieri come Ardian e Bridgepoint. Eppure, con un colpo di scena davvero non pronosticabile, la scelta finale è caduta sui Pesenti, il cui interessamento a Clessidra ha rappresentato una grande novità un po’ per tutti. “L’azionista di controllo di Clessidra Sgr ha comunicato di aver individuato nell’offerta vincolante pervenuta da Italmobiliare (la holding dei Pesenti, ndr) la proposta, tra le molte pervenute, preferibile e meritevole di essere perseguita mediante l’avvio di trattative in via esclusiva per pervenire in tempi rapidi alla sottoscrizione di un contratto definitivo”: questo l’annuncio di Clessidra che ha destato la sorpresa generale.
Parla Carlo Pesenti. Nonostante la cessione definitiva non sia ancora stata ufficializzata, per quanto ormai pare si tratti di una mera formalità, il consigliere delegato di Italmobiliare Carlo Pesenti ha già rilasciato dichiarazioni di trionfo: “Nell’affrontare questa nuova iniziativa, Italmobiliare rafforzerà la capacità di Clessidra di creare valore apportando nella società sia la propria visione di gestione industriale sia la capacità di attrarre risorse in grado di sviluppare società del made in Italy che si confrontano sui mercati internazionali. Confidiamo di poter definire presto l’accordo con successo per entrare nella maggiore società italiana di private equity frutto della straordinaria capacità e visione del suo fondatore Claudio Sposito”.
Clessidra: un breve profilo. Nata nel 2003 dietro impulso del manager Claudio Sposito, Clessidra ha sempre mantenuto, in questi 13 anni, la peculiarità di occuparsi e investire esclusivamente nel mercato italiano. Il progetto ha avuto grande successo in pochissimo tempo, e nel giro di poco più di un decennio Clessidra ha raccolto, all’interno del proprio portafoglio, società dal fatturato aggregato di oltre 10 miliardi di euro, posizionandosi in fretta fra le società di gestione del risparmio più importanti d’Italia. Oggi, Clessidra è divisa in tre macro fondi, e fra i suoi principali investimenti, in termini di partecipazioni, spiccano Roberto Cavalli, Giochi Preziosi, Moby e Harmont&Blaine.
Perché proprio i Pesenti? Come già accennato, la scelta di accettare l’offerta avanzata dai Pesenti (che, fra l’altro, hanno fatto sapere che non modificherebbero l’attuale management di Clessidra), dei cui dettagli ancora si sa poco o nulla, è stato un vero e proprio colpo di scena, che porta inevitabilmente a chiedersi perché proprio la famiglia bergamasca, che non ha certo una storia legata al mondo della finanza e che, per quel che è dato sapere, non aveva manifestato interesse nei mesi scorsi all’acquisto di Clessidra. Le ragioni potrebbero essere di natura sia economica che di convenienza: l’offerta, infatti, parrebbe sia stata superiore rispetto a quella degli altri concorrenti, e, in secondo luogo, Italmobiliare si sarebbe dimostrata flessibile circa il superamento di alcuni ostacoli, di natura contrattuale, legati ad uno dei tre macro fondi di Clessidra. Nei prossimi giorni, comunque, se ne saprà senz’altro di più.

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