Sperlinga

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Cesare Lanza alla scoperta delle particolari bellezze italiane

Sono in un piccolo borgo siciliano in provincia di Enna, a 750 metri di altitudine, con 716 abitanti. Si chiama Sperlinga: il suo nome deriva dal greco spelynga, ossia spelonca. Sperlinga, così come tutto il circondario, è caratterizzata da numerose grotte artificiali scavate nell’arenaria. Storicamente Sperlinga  divenne sede di una ampia comunità di Longobardi, che arrivarono in Sicilia dal Nord Italia nel XII secolo. E ancora oggi gli abitanti parlano un particolare dialetto detto “gallo-italico”. Se decidete di visitare Sperlinga, fate una capatina al suggestivo Castello, in parte scavato in una gigantesca mole d’arenaria a partire dal XII a.C., e in parte costruito sulla stessa roccia intorno all’anno Mille. Il fianco del castello è traforato da circa cinquanta grotte artificiali, scavate dall’uomo in tempi remoti.

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Non limitatevi a visitare soltanto il castello: la zona intorno al paese è ricca di grotte. Tra i siti rupestri più seducenti, ci sono quelli di Contrada Rossa e Contrada SS. Quaranta. A Sperlinga, i prodotti caseari sono eccellenti. Qui potete gustare ottimi formaggi: caciocavallo e ricotta fresca. Molto buona è la frascatela (una polenta di farina di grano duro o di cicerchia, con lardo e broccoletti). Il dolce tipico è il tortone (una pasta di pane fritta nell’olio e cosparsa di zucchero misto a cannella), protagonista di una sagra che si svolge il 16 agosto. L’evento è uno dei più importanti dell’estate siciliana: oltre alla sagra vi segnalo il Corteo Storico  della Dama dei Castelli di Sicilia.  Un corteo formato da dame e cavalieri in abiti d’epoca: rappresentano le famiglie nobiliari che hanno dominato il castello di Sperlinga. Per raggiungere il paese: se decidete di prendere l’auto, vi consiglio l’autostrada Palermo-Messina uscite a S.Stefeno di Camastra, e seguite le indicazioni che vi portano a Sperlinga. Altrimenti, un aereo per Palermo e poi autobus o taxi. Non è facilissimo raggiungere il borgo: dovrete penare un po’, ma vi assicuro che ne vale la pena.

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