Exscalate4cov, il supercomputer che vuole trovare una cura per il coronavirus

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“Il nostro consorzio ha una serie di obiettivi, il più immediato è quello di individuare molecole che possano essere il più possibile vicine alla forma di farmaco, così da poter percorrere una via parallela allo studio del vaccino per contrastare la pandemia da COVID-19”. È in questo modo che Paola Storici, ricercatrice presso Elettra, presenta il progetto Exscalate4cov, un’iniziativa gestita da una serie di realtà d’eccellenza internazionali e commissionato dalla Comunità europea, che si prefigge lo scopo di individuare un trattamento efficace per COVID-19. Il progetto e la ricerca verranno discussi da Paola Storici durante l’intervento “La luce non si ferma” di domenica, che si terrà nell’ambito del Trieste Next 2020 – Science for the Planet, una manifestazione di divulgazione scientifica che si chiude a Trieste il 27 settembre. “Al consorzio pubblico-privato, capitanato da Dompè farmaceutici, partecipano 18 istituzioni provenienti da sette nazioni diverse, tra le quali l’Italia gode di un’ampia partecipazione – spiega l’esperta – il nostro obiettivo è quello di individuare una potenziale cura, ci avvaliamo di strumenti all’avanguardia e di supercalcolatori, due dei quali si trovano in Italia”. La ricercatrice specifica che Exscalate4cov, approvato a marzo 2020, si divide fondamentalmente in due anime, una con approccio di tipo computazionale e l’altra di test sperimentale. “Al momento è in atto la prima fase detta di “riposizionamento di farmaci noti”– afferma Storici – abbiamo valutato circa 10mila molecole note per essere sicure per l’uomo alla ricerca di candidati potenzialmente in grado di contrastare SARS-CoV-2. Dopo aver identificato qualche centinaio di molecole interessanti le abbiamo testate sperimentalmente e ristretto il campo a una decina, sulle quali sono in atto studi di approfondimento”. La biochimica sottolinea che l’indagine, volta a individuare composti in grado di inibire il ciclo vitale del virus, è stata possibile anche e soprattutto grazie alla collaborazione dei vari centri e degli istituti di ricerca coinvolti nel progetto. “Elettra in particolare si occupa di riprodurre e studiare le proteine in laboratorio – commenta la scienziata – grazie alla cristallografia a raggi X, che ci permette di comprendere la struttura a livello atomico, per cui possiamo dedurre se e come il composto si legherà alle proteine del virus, inibendo la capacità di ricostituirsi e di replicarsi dell’agente patogeno”.  “Al momento ci sono varie molecole in fase di test, una delle quali, il Raloxifene, sembra essere molto promettente – osserva Storici – il prossimo passo sarà la valutazione di altre molecole allo scopo di individuare qualcosa di nuovo. L’obiettivo dei supercalcolatori sarà di oltre 500 miliardi di molecole da studiare. Ora stiamo cercando una soluzione veloce, che possa essere efficace nel più breve tempo possibile, ma stiamo anche lavorando per sviluppare una cura specifica per COVID-19”. L’esperta ribadisce l’importanza della collaborazione che caratterizza e ha caratterizzato il progetto fin dai suoi albori. “Una delle peculiarità più interessanti e affascinanti di questo progetto – conclude la ricercatrice – è proprio l’attenzione all’apertura: per mandato della Commissione europea i risultati devono essere resi pubblici e condivisi con l’intera comunità scientifica, che può partecipare e cooperare alle ricerche. Siamo tutti uniti con un obiettivo comune: sconfiggere la pandemia”.

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