Gli studenti occupano le scuole, per protestare contro il governo

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Il collettivo degli studenti del liceo Mamiani di Roma ha occupato l’istituto come gesto di protesta contro “il cambiamento proposto dall’attuale governo”. Guglielmo Mihelj, rappresentante degli studenti del liceo di viale delle Milizie, ha detto al Foglio di volere svolgere “una protesta civile contro l’esecutivo, organizzando attività culturali e aprendo un dibattito tra gli studenti”. Il Foglio aveva invitato i giovani a occupare le scuole come segno di dissenso contro la manovra del governo, di cui sono le prime vittime.

Gli alluni del liceo hanno contestato alcune scelte dell’esecutivo, come la chiusura dei porti e il decreto sicurezza. Mihelj ha detto che “il governo Salvini-Di Maio si rifiuta di affrontare i problemi di fondo della nostra società. Hanno una politica ostile contro i migranti che non hanno alcuna responsabilità per quello che accade”. Il comunicato pubblicato su Facebook dal collettivo degli studenti spiega che “la chiusura dei porti punta il dito contro un nemico inesistente piuttosto che affrontare le vere cause del disagio sociale italiano ed europeo”. Per Mihelj i giovani si sentono trascurati dalla politica: “Non abbiamo agevolazioni sui tram – spiega il rappresentante degli studenti – paghiamo 500 euro per i libri scolastici, perfino studiare è difficile per noi”.

Tuttavia, spiega, “non ci sentiamo rappresentati da nessuna forza politica. Anche i governi di centrosinistra degli ultimi quattro anni ci hanno deluso profondamente”. Gli studenti del Mamiani condividono questa linea eppure molti di loro non hanno partecipato all’occupazione. “Il nostro più grande nemico è l’indifferenza. Molti miei compagni pensano che la nostra iniziativa non cambierà nulla, altri ne approfittano per uscire con gli amici e per godersi gli ultimi giorni di mare. Però è molto incoraggiante che quest’anno ci siano state poche resistenze nel corpo studentesco riguardo alla protesta. Oggi abbiamo occupato in 800, se terminiamo in 400 è già un successo”.

Il Mamiani non è l’unico istituto che ha sostenuto l’iniziativa. “Nella manifestazione contro il governo del 12 ottobre – dice Mihelj – ci siamo confrontati con altre scuole, condividiamo lo stesso manifesto. È difficile organizzare delle iniziative parallele perché ogni scuola ha le proprie esigenze. Però siamo uniti nei nostri scopi. Occupiamo perché siamo orfani di un sogno e siamo pronti a costruirlo”.

Gregorio Sorgi, Il Foglio

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