Arabia Saudita: ministro, collaborazione con Cina su petrolio

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L’Arabia Saudita ha ribadito oggi la propria volonta’ di cooperare con la Repubblica popolare cinese nel settore energetico

Secondo l’agenzia di stampa ufficiale saudita SPA, il ministro per l’Energia, Khaled al-Faleh, intervenuto a un forum economico a San Pietroburgo, ha incontrato oggi Nur Bekri, direttore dell’Amministrazione Nazionale per l’Energia cinese, con cui ha discusso il “proseguimento della collaborazione e della cooperazione tra i due paesi nel settore dell’energia”.
I due hanno riesaminato insieme “la situazione attuale nel mercato petrolifero globale”. Secondo SPA, entrambi ” hanno convenuto che gli attuali fondamentali del mercato petrolifero sono solidi e che tutte le parti dovrebbero compiere sforzi comuni per garantire la stabilita’ dei prezzi”.Bekri ha detto che la Cina, in quanto importante consumatore, continuera’ a monitorare gli sviluppi del mercato e spera che l’Arabia Saudita possa intraprendere ulteriori azioni per garantire un approvvigionamento adeguato di petrolio e contribuire a stabilizzarne il prezzo sui mercati internazionali.
Il ministro Al-Faleh ha rassicurato il funzionario cinese riguardo l’impegno dell’Arabia Saudita per la stabilita’ del mercato, ribadendo che il regno arabo “insieme ad altri produttori, garantira’ la disponibilita’ di forniture adeguate per compensare eventuali carenze e soddisfare la domanda” in crescita.
Faleh si riferiva probabilmente all’eventuale diminuzione della produzione iraniana, dovuta al ritiro degli Stati Uniti dall’accordo nucleare e all’imposizione di nuove sanzioni da parte di Washington contro Teheran.Dopo aver ritirato Washington dall’accordo sul nucleare firmato nel 2015, il presidente degli Stati Uniti ha re-imposto le sanzioni contro Teheran e ha concesso dai tre ai sei mesi alle aziende che operano nel paese per ritirare i propri investimenti se non vogliono subire misure punitive che ne limitino l’accesso al mercato statunitense. Questo danneggera’ l’economia iraniana e mettera’ un freno al suo sviluppo, in particolare del settore petrolifero, quello da cui Teheran riceve le maggiori entrate.
Attualmente, le esportazioni di petrolio iraniane sono salite a 2,5 milioni di barili al giorno, la maggior parte delle quali e’ destinata all’Europa e all’Asia. l’Arabia Saudita, il maggiore esportatore di petrolio del mondo, ha fatto sapere che prendera’ tutte le misure necessarie per coprire la quota di produzione di petrolio dell’Iran. L’Arabia Saudita, che attualmente produce 10 milioni di barili al giorno, ha la capacita’ di raggiungere una quota di 12 milioni. In base a un accordo concluso a gennaio tra paesi Opec e non Opec, tra cui la Russia, la produzione petrolifera dei maggiori esportatori mondiali deve essere ridotta di 1,8 milioni di barili al giorno per sostenere i prezzi.
Oggi, i ministri dell’Energia di Riad e Mosca hanno detto che un aumento della produzione di petrolio potrebbe avvenire nel terzo trimestre di quest’anno. Ieri, il ministro dell’Energia russo Alexander Novak aveva detto che la Russia e l’Arabia Saudita hanno una posizione comune sulle azioni da intraprendere sul mercato petrolifero internazionale e dispongono di tutti gli strumenti per la sua regolamentazione.

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