Coronavirus, ferrovie in tilt: mega ritardi e proteste

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Il malore di un dirigente delle Ferrovie ha fatto scattare controlli sanitari alla stazione di Casalpusterlengo, paralizzando la circolazione dei treni

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Giornata nera per la circolazione ferroviaria. Oltre ai disagi provocati dalla deviazione dell’alta velocità, dopo il deragliamento di un Frecciarossa a inizio febbraio, a pesare sulla circolazione ferroviaria arriva anche il coronavirus. Alla stazione di Casalpusterlengo in seguito al malore di un dirigente delle Ferrovie sono state infatti disposte attività di sanificazione, che hanno provocato ritardi fino a quattro ore.

L’uomo, secondo quanto emerso, è stato poi sottoposto a tampone.

Intorno alle 13.30, tutti i convogli provenienti da Torino e Milano e diretti a Bologna sono stati bloccati in stazione Centrale. Molte corse sono state cancellate e i passeggeri sono stati fatti salire sui pochi treni disponibili. Dopo il malore del funzionario sono scattati infatti gli accertamenti del caso e lo scalo ferroviario, snodo cruciale sulla linea “storica” che collega la Lombardia e l’Emilia-Romagna, è stato chiuso per consentire la sanificazione.

Tutti i treni della linea dell’alta velocità Torino-Milano-Roma-Salerno, che dopo il deragliamento del Frecciarossa del 6 febbraio percorrono il vecchio tracciato, sono stati fatti transitare sulla linea Verona-Padova, con ritardi che hanno superato i 140 minuti. Molti dei treni regionali sulla linea Milano-Bologna e Bologna-Poggio Rusco sono stati cancellati e sostituiti da un servizio di autobus.

I passeggeri sono rimasti per diverse decine di minuti in attesa di indicazioni, prima di capire come proseguire il viaggio. Impossibile per chi aveva programmato di partire nel pomeriggio acquistare i biglietti sia sul sito di Trenitalia che su quello di Italo. Disagi che potrebbero proseguire anche martedì.

tgcom24.mediaset.it

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