Pietro Salini a Porta a Porta su Rai1: partiamo subito con le risorse che già ci sono per investire in infrastrutture e creare occupazione per far ripartire l’Italia

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Un piano di investimenti in infrastrutture come volano per la crescita economica, con il Ponte di Genova che il Gruppo Salini Impregilo (Webuild) sta costruendo come modello da seguire, e un programma che preveda di affrontare la fase 2 con interventi che sblocchino le opere ferme già identificate, per creare subito occupazione. In un’intervista ieri sera a Porta a Porta su Rai1, Pietro Salini, Amministratore Delegato del Gruppo, ha raccontato la sua visione sugli scenari di ripresa per l’Italia, sottolineando come l’Italia possa attivare rapidamente progetti già identificati e a volte già approvati. “Oggi – ha dichiarato Salini -si parla tanto del Ponte di Genova, un progetto che abbiamo fatto con un grande spirito di servizio ma che non dobbiamo considerare un miracolo né un fatto eccezionale. Dobbiamo puntare in tutto il Paese su investimenti che creino immediatamente produzione ed occupazione. Abbiamo davanti una grandissima occasione per fare quello che il Piano Marshall ha realizzato nel dopoguerra”. E, ha proseguito, “si parla sempre di mancanza di risorse, ma non sono le risorse che mancano: oggi abbiamo 28 miliardi di euro del Fondo di Coesione immediatamente spendibili, e sono cassa vera, che potremmo utilizzare immediatamente. Proponiamo di metterli su lavori già approvati: ci sono opere già pianificate e a volte pronte con progetti esecutivi, cantierabili già nel 2020/2021, il cui valore ammonta a €27 miliardi, e a cui sono agganciati nuovi occupati per un valore stimato a 39.000 persone. Negli ultimi anni abbiamo speso solo €5 miliardi sui 30 disponibili, ed è molto importante spendere la parte restante entro il 2022 per evitare che queste risorse andranno perse. L’Italia è uno dei paesi che investe di meno in infrastrutture: solo il 2% del Prodotto Interno Lordo viene investito su infrastrutture, che poi sono le opere che migliorano la vita dei cittadini, a fronte dell’8,3% della Cina o del 5,6% dell’India”. “A Genova – ha commentato Salini – le istituzioni hanno fatto un ottimo lavoro, e il Commissario ha utilizzato le procedure ordinarie, non quelle straordinarie, comportandosi da manager e facendo ciò che il committente deve fare, cioè prendere le decisioni per facilitare la costruzione dell’opera. Cosi abbiamo creato un modello, con tutto il sistema che ha remato nella nostra stessa direzione, per far lavorare chi ha le competenze e, nel caso del Ponte, anche il cuore per farlo: le imprese esecutrici. Vogliamo tornare a lavorare per costruire opere in Italia, vogliamo riportare le competenze delle nostre persone al servizio del Paese, per farlo crescere dopo questa emergenza. Applichiamo il modello Genova a progetti attivabili da subito, come l’Alta Velocità Padova -Verona, ferma da anni, o l’alta velocita Genova – Milano, progetto datato al 1992. Mettiamo subito le risorse già disponibili su progetti pronti per ripartire con produzione ed occupazione, cogliendo l’opportunità di spingere il cambiamento in Italia. Trasformare gli investimenti in infrastrutture in una strategia di lungo termine rappresenta un’occasione di crescita per la nostra economia”, ha concluso Salini.

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