San Fele

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Oggi sono in Basilicata, a San Fele, un borgo montano in provincia di Potenza. Si trova a 872 metri di altitudine con poco meno di tremila abitanti. Sul finire di giugno, San Fele è finita al centro delle cronache internazionali. Il Washington Post gli ha dedicato la prima pagina del quotidiano. Il motivo? A San Fele nessuno si è mai ammalato di coronavirus. Nonostante l’età media molto alta – nel borgo abitano numerosi novantenni e quindici centenari – i cittadini non si sono presi il virus. L’origine del nome è discussa. Per alcuni deriva dal latino Felix, altri sostengono che il nome derivi dal signore del feudo Tancredi di Santo Felice, detto Santo Fele. San Fele è un borgo che ha subìto, negli anni, una forte emigrazione, e propone un turismo religioso, perfetto per chi cerchi momenti di contemplazione. Suggerisco di visitare la splendida chiesa di Santa Maria della Quercia: qui si trova la meravigliosa tela che raffigura Santa Rosa da Viterbo. Consiglio anche una visita all’abbazìa di Santa Maria di Pierno. Di origine normanna, il santuario è un riferimento importante per i fedeli della regione, di Puglia e Campania. È un luogo suggestivo che vi permetterà di riflettere sulla vita e le complessità dell’anima. Nel borgo ci sono tanti itinerari interessanti: vi consiglio in particolare di percorrere il sentiero che porta alle cascate. Un paesaggio da sogno, vi farà emozionare. Ma state attenti, non andate da soli: fatevi aiutare da persone esperte, esistono percorsi difficili, adatti unicamente a chi pratica escursionismo.

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Non correte rischi inutili! Nella consueta sosta gastronomica, vi consiglio di assaggiare la goduriosa acquasale, una fetta di pane bagnato con origano, cipolle, sale e pomodoro. Raggiungere San Fele è molto semplice. Scegliete il mezzo che più vi piace, meglio se usate l’auto. In treno e in aereo, il tragitto è più complicato. Se arrivate da Roma prendete l’uscita per Avellino Est, immettetevi sull’Ofantina e proseguite con le indicazioni.

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