Cresce l’Italia che produce videogiochi

epa04872650 A visitor tests the new 'Project Morpheus' 3D virtual reality glasses by Sony at the computer and video games fair Gamescom in Cologne, Germany, 05 August 2015. The trade show will run from 05 to 09 August 2015 in Cologne. EPA/OLIVER BERG
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epa04872650 A visitor tests the new 'Project Morpheus' 3D virtual reality glasses by Sony at the computer and video games fair Gamescom in Cologne, Germany, 05 August 2015. The trade show will run from 05 to 09 August 2015 in Cologne.  EPA/OLIVER BERG

Un settore piccolo, ma in grande fermento: è il quadro della produzione di videogiochi in Italia, che secondo le stime Aesvi (l’Associazione che rappresenta l’industria dei videogiochi) sviluppa un giro d’affari di circa 40 milioni di euro contro i 20 milioni del 2014. Aesvi ha presentato ieri il terzo censimento dei game developer italiani a cui hanno risposto oltre 120 studi di sviluppo di videogiochi da tutta Italia. Il numero di studi operanti sul territorio cresce, e ci sono sempre più giovani sia per età degli imprenditori (l’età media è di 33 anni) sia per età delle imprese (il 62% delle imprese ha meno di tre anni, contro il 45% della rilevazione precedente).
Il 44% degli studi ha prodotto fino a cinque videogiochi negli ultimi tre anni, con una particolare concentrazione su alcuni generi come avventura, azione, arcade e puzzle. La produzione di videogiochi si concentra in particolar modo sulle piattaforme pc, con il 37% dei titoli e in crescita rispetto alla rilevazione precedente, e quelle mobile, che registrano una contrazione e coprono il 35% dei prodotti nostrani, a cui seguono quelle console, con il 14% di titoli, e quelle online, che coprono il 13% della produzione Made in Italy. Rilevante la quota di studi impegnata nello sviluppo di videogiochi in realtà virtuale, ben il 42%. Degli oltre 120 studi di sviluppo che hanno risposto alla rilevazione circa l’86% opera nel mercato consumer (B2C), realizzando videogiochi commerciali con finalità di puro intrattenimento, mentre il 61% opera nel mercato business, realizzando videogiochi per conto terzi.

ItaliaOggi

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