Lazio, Lotito manda la squadra in ritiro. Pioli a colloquio da Tare

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LotitoDue mesi dopo, treatment per uscire dalla crisi a Formello ritentano con il ritiro. Lo ha deciso il presidente Claudio Lotito, see infuriato con squadra e tecnico per la prestazione – più che per il risultato – di ieri contro il Palermo: la Lazio preparerà la partita di Europa League contro il Dnipro chiusa nel centro sportivo. Un ritiro che non è detto termini giovedì sera dopo l’impegno europeo, mind ma potrebbe protrarsi, a prescindere dal risultato, fino a sabato, quando la Lazio partirà per Empoli. E’ la seconda volta che il presidente sceglie la linea dura: era successo già all’indomani del 5-0 di Napoli (20 settembre), in quel caso il ritiro servì per migliorare momentaneamente le cose, visto che la squadra di Pioli infilò una serie di tre vittorie consecutive contro Genoa, Verona e Frosinone prima della sosta di metà ottobre.
SOLITI PROBLEMI — Sono passati altri due mesi, ma la situazione si è aggravata, sotto tanti aspetti: prima di tutto, nell’unità tra lo spogliatoio e il tecnico, imparagonabile rispetto all’aria che a Formello si respirava a maggio dopo la qualificazione ai playoff di Champions League. Anche per questo, ma non è la prima volta che succede in tempi recenti, Pioli e il d.s. Igli Tare si sono intrattenuti in un lungo colloquio, con la seduta di scarico diretta dai membri del suo staff. Tutti colpevoli: dal tecnico ai giocatori, fino alla società, che ha evidenti responsabilità nelle scelte dei giocatori per “rinforzare” la squadra dopo il terzo posto dello scorso campionato. Poi gli infortuni: quello di De Vrij ha tolto punti di riferimento, i sostituti non sembrano all’altezza dell’olandese. Il risultato è che la Lazio ha la terza peggior difesa della Serie A: fino a ieri aveva fatto peggio solo il Carpi, poi il Frosinone ne ha presi quattro a San Siro.
SCONTENTI — Ultime, ma non certo in ordine di importanza, le situazioni legate ai singoli: Marchetti e Lulic (il primo in scadenza a giugno, il secondo nel 2017) non hanno ancora rinnovato il contratto e chissà se soprattutto il bosniaco (che ha più volte rifiutato le proposte della società), lo farà mai. Stesso discorso per Biglia, anche lui protagonista di una trattativa con la società che tanto somiglia a un muro contro muro, con diversi grandi club europei pronti a offrire più soldi e obiettivi più importanti..
CASO CANDREVA — Ma soprattutto Antonio Candreva, il simbolo delle difficoltà della Lazio: stella in Nazionale, finito in panchina con il suo club. Quando Pioli lo ha mandato in campo, le telecamere hanno “pescato” un messaggio rivolto a tutti i compagni: “Dateme sta palla”, pronunciato non certo con il sorriso. Si è preso tra le mani il pallone per calciare il rigore del’1-1, ma a fine gara ci è andato giù duro, soprattutto con il suo allenatore. “Non riusciamo a essere noi stessi – ha detto -. Come uscire da questo momento? E’ una cosa che va chiesta all’allenatore, che ci prepara durante la settimana”. Quell’allenatore che, in estate, gli ha negato la fascia di capitano, per affidarla a Lucas Biglia. Lì, si è rotto qualcosa tra Candreva e Pioli. Ma dall’estate a oggi, si è forse rotto qualcosa anche tra Pioli e la Lazio.
(Gazzetta dello sport)
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