Huawei, rotta nell’alto di gamma

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I piani del brand nella Penisola
Comunicazione da 15 mln per il nuovo cellulare P10

L’Italia secondo mercato per gli smartphone dopo la Cina

Huawei mette l’esperienza fotografica al centro del marketing dei suoi smartphone, il prodotto più importante in Italia, che in questo settore è il secondo mercato per l’azienda dopo la Cina. L’obiettivo nella Penisola è affermarsi nella fascia premium grazie anche al nuovo P10, realizzato in collaborazione con Leica, per il quale è stata lanciata una campagna da almeno 15 milioni di euro, che tocca tv, outdoor, stampa, digitale ed eventi, che ruota tutta intorno alla qualità dei ritratti che il dispositivo offre.
«La nostra strategia di marketing mette al centro il prodotto e l’esperienza di prodotto: siamo un player a 360 gradi nelle telecomunicazioni perché realizziamo soluzioni di tecnologia delle reti e di device, quindi attraverso tutte le nostre attività di marketing raccontiamo di essere un abilitatore tecnologico», spiega Lindoro Ettore Patriarca, direttore marketing per l’Italia di Huawei Consumer Business Group, divisione dell’azienda cinese che fornisce telefoni cellulari, dispositivi mobili a banda larga, dispositivi domestici e servizi cloud. «Il prodotto è l’ambasciatore vero del brand e la musica e lo sport sono capisaldi perché comunicano il concetto di performance.
Per esempio siamo stati mobile partner del programma The Voice, oppure nello sport, dopo la partnership con il Milan, siamo diventati partner della maratona di Roma e di quella di Milano.
Poi c’è l’interazione con gli utenti sia online sia con eventi».
Dal punto di vista dell’offerta, «la priorità è l’alto di gamma: investiamo molto in ricerca e sviluppo e vogliamo affermare il brand attraverso proposte di assoluta eccellenza», continua Patriarca. «I due segmenti principali sono le serie di smartphone Mate, di cui l’ultimo nato è il Mate 9 Pro, e la P, di cui l’ultimo è il P10, poi ci sono i tablet con la serie M, i pc portatili Matebook, e i dispositivi indossabili con il nuovo Watch 2».
In tutto ciò il mercato più rilevante è quello degli smartphone: in Italia si parla per Huawei di oltre 4 milioni di dispositivi venduti all’anno, con una quota a volume di oltre il 21% nel 2016. «Siamo il terzo produttore al mondo di smartphone, ma in Italia siamo il secondo brand in termini di volumi e il mercato italiano è il secondo dopo quello cinese».
Ecco perché la campagna per il lancio del P10 (che costa 679 euro) e del P10 Plus (829 euro) è quella più importante del 2017. «È una campagna di marketing integrata: è partita con un evento globale a fine febbraio a Barcellona, poi c’è stato un evento locale a Milano alla fine di marzo, con uno show con performance musicali e fotografiche», dice il manager. «Il concept della campagna, Ritratto personale, parte dall’asset tecnologico che è quello della doppia fotocamera, realizzata in partnership con Leica anche per quanto riguarda la fotocamera anteriore a differenza del P9. Ciò consente di raccontare sé stessi attraverso i ritratti, sfruttando una tecnologia di riconoscimento facciale 3D che identifica oltre 190 punti di rilevamento del viso, con funzionalità di illuminazione dinamica e di valorizzazione del ritratto, in modo da ottenere la migliore foto rispetto al volto di ognuno».
A supporto c’è stata una campagna outdoor e uno spot tv, coinvolgendo anche la stampa, la radio e il digitale. «Il racconto prosegue poi con eventi locali, ovvero incontri in varie città dove coinvolgeremo gli utenti finali. In parallelo, in primavera e in estate, ci saranno iniziative nei principali centri commerciali che consentono alle persone di farsi fare ritratti in bianco e nero da un fotografo».
Inoltre, è partito un concorso (#RitrattoUrbano), in collaborazione con Airbnb Italia, in cui gli utenti dovranno scattare delle foto che comunichino da un punto di vista artistico il modo in cui loro stessi si vedono all’interno del contesto urbano. L’investimento per la comunicazione del P10 sarà almeno pari a quello per il P9, che era di 15 milioni di euro.

di Irene Greguoli Venini, Italia Oggi

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