Fabrizio Fornaci: il mio Natale in musica

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(di Tiziano Rapanà) Lo spettro del confinamento aleggia sul vivere sociale della comunità. Ragionevolmente torneremo a tormentarci nella clausura. Mi pare difficile che quest’anno il Paese possa vivere un Natale sereno. Forse esagero, probabilmente il mio è pessimismo puro quanto il cioccolato fondente. Ma è il caso di essere ottimisti? Magari sapessi darmi una risposta, qui mi arrovello e forse a vuoto. C’è chi pensa al Natale e alla sua atmosfera magica. E dedica un disco alla grande festa, che custodisce da sempre le speranze, i sogni e i baci affettuosi degli innamorati. Christmas for everyone, Natale per tutti. O meglio per tutti i gusti e le preferenze in fatto di musica. Fornaci ha creato un disco particolare che si adatta a mille generi diversi e dunque sentirete il Natale a tempo di rap, jazz, new age e via così. Fabrizio Fornaci è un grande artigiano della musica italiana. Ha composto innumerevoli colonne sonore per la tv (forse ricorderete gli sketch di Sensualità a corte con Marcello Cesena). Per il cinema ha composto musiche per 20 film di Joe D’Amato. Il curriculum di Fornaci è ricco di esperienze e non voglio annoiarvi. Christmas for Everyone, lavoro realizzato per Telecinesound di Simone Sciumbata, lo potete ascoltare su tutte le piattaforme musicali: da YouTube a Spotify.

Non è strano che un disco natalizio esca in ottobre?

No. Non è la prima volta che accade.

Raccontami questo tuo nuovo lavoro.

Ho composto 18 brani di ispirazione natalizia, che toccano i generi più disparati: dal country alla polka hawaiana, senza dimenticare il surf rock.

Ancora una volta ritorna il surf rock, la tua passione.

Sì, ho omaggiato il genere con due dischi che ho fatto per la Flippermusic.

Il tuo disco si differenzia molto dai lavori musicali dedicati al Natale.

Sì, ho voluto cambiare rotta. Di solito si realizzano i soliti dischi di cover.

Quando è nato il lavoro?

Durante il lockdown.

Cosa ti ha spinto a creare un lavoro così dolce in un periodo così duro?

Non saprei, vedilo come un gesto di speranza. Un auspicio che la vita possa volgere al meglio…

E allora è lecito pensare all’atmosfera rassicurante del Natale.

In un certo senso, sì.

Come hai vissuto il confinamento da coronavirus?

Non ho avuto particolari problemi. Ho lavorato in casa, nel mio studio di registrazione.

Il disco è tuo dalla testa ai piedi: hai suonato tutti gli strumenti. Mi pare sia una scelta insolita per un musicista.

Dato il periodo, ho fatto di necessità virtù. Non potevo lavorare con altri musicisti.

Una riflessione sulla crisi che sta attraversando lo spettacolo dal vivo.

Spero che arrivi presto una nuova primavera per il settore.

Giorni addietro, si è conclusa la terza edizione del Vertical movie festival di Salvatore Marino. L’evento che celebra il cinema verticale, ti ha visto come giurato nella competizione. Quest’anno il virus vi ha fatto tribolare…

Sì, abbiamo avuto problemi a trovare una location adatta alla situazione. Dovevamo evitare gli assembramenti. Salvatore è stato fantastico nel riuscire a risolvere la cosa e portare a casa quest’edizione, nonostante i tanti problemi figli della pandemia.

tiziano.rp@gmail.com

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