Coronavirus, secondo uno studio le mascherine casalinghe sono efficaci

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La maggior parte delle mascherine casalinghe può svolgere efficacemente la funzione schermante anche in caso di starnuti, tosse o parlato. A questa conclusione sono giunti gli esperti dell’Università dell’Illinois a Urbana-Champaign, che hanno condotto uno studio, pubblicato sulla rivista Extreme Mechanics Letters, per determinare l’efficacia di alcuni tessuti utilizzati nelle maschere fatte in casa. “Le particelle di aerosol – spiega Taher Saif, ingegnere meccanico presso l’Università dell’Illinois a Urbana-Champaign – sono generalmente inferiori ai cinque micrometri e si trovano nell’intervallo di centinaia di nanometri. Durante il parlato, quando si tossisce o si starnutisce, tuttavia, possono essere espulse particelle che raggiungono un millimetro di diametro”. L’esperto aggiunge che questi corpuscoli rappresentano una potenziale minaccia, perché potrebbero oltrepassare i tessuti e disperdersi nell’aria. “Le mascherine poco traspiranti – commenta il ricercatore – oltre ad essere scomode, possono provocare perdite di aria nei contorni del viso, vanificando lo scopo della maschera e fornendo un falso senso di protezione. Volevamo dimostrare che molti tessuti comuni sfruttano il compromesso tra traspirabilità ed efficienza delle goccioline bloccanti, grandi e piccole”. Il team ha testato la traspirabilità e la capacità di filtrare particelle di 11 diversi tessuti domestici comuni, come capi d’abbigliamento, tessuti trapuntati, lenzuola e materiale per strofinacci paragonando i dati di ogni materiale alle mascherine chirurgiche e considerando di costruzione, contenuto di fibre, peso, numero di fili, porosità e tasso di assorbimento dell’acqua. Per testare i tessuti, i ricercatori hanno misurato velocità e dimensione delle particelle espulse da un inalatore che simulava tosse e starnuti. “Il rapporto del numero di aerosol e goccioline raccolte con e senza tessuto – aggiunge Saif – ci dava indicazioni sull’efficienza di blocco del materiale”. Secondo i risultati del gruppo di ricerca le goccioline dell’inalatore possono raggiungere i 17 metri al secondo, tosse, parlato e starnuti provocano emissioni comprese tra 10 e 40 metri al secondo, e tutti i tessuti testati si sono dimostrati efficaci per impedire il passaggio di particelle di dimensioni di 100 nanometri. “Con due o tre strati di tessuto – conclude Saif – anche le sostanze più permeabili, come la stoffa delle magliette, possono raggiungere un’efficienza di blocco paragonabile a quella delle mascherine chirurgiche, ma garantiscono una traspirabilità potenzialmente migliore”.

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