Vendite sulle materie prime, listini Ue ancora in rialzo

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PETROLIO: AIE, <a href=mind ANCORA RISCHI OFFERTA, LENTA RISALITA PREZZI” width=”300″ height=”178″ />(di RAFFAELE RICCIARDI, Repubblica) Il rafforzamento del dollaro, legato al rialzo imminente dei tassi da parte della Fed, innesca una fase di ribassi per le commodity: il petrolio Wti arriva sotto 50 dollari al barile, oro ai minimi da cinque anni. Archiviata (per ora) la questione greca, ripartono gli acquisti su azioni e obbligazioni periferiche: spread sotto 115 punti
MILANO – L’andamento al ribasso delle materie prime conquista la ribalta nelle sale operative, mentre le Borse europee continuano il trend positivo innestato dalla risoluzione (almeno per ora) della vicenda greca: il terzo piano di salvataggio è pronto a partire, si attende l’istruttoria tecnica e l’approvazione, mercoledì dal Parlamento di Atene, della seconda tranche di riforme chieste dai creditori.

Ieri si è verificato un forte ribasso dell’oro, che tratta intorno ai minimi da cinque anni in scia all’andamento deludente degli acquisti di lingotti da parte della Cina. Sono bastati pochi minuti di movimenti speculativi a Shanghai per abbattere il corso del lingotto, ma anche il petrolio è sotto pressione. Su tutte le commodity pesa l’approssimarsi del rialzo dei tassi Fed – il primo dal 2006 – che verosimilmente terrà il dollaro su livelli di forza. Il petrolio Wti è arrivato a infrangere al ribasso la soglia di 50 dollari al barile nella prima mattinata, per poi oscillare su quella soglia. L’oro ad agosto resta aggrappato alla soglia di 1.100 dollari l’oncia (le materie prime).

Mentre si verificano questi scossoni sulle commodity, gli investitori paiono aver ripreso la loro luna di miele con i mercati azionari, sospesa temporaneamente per la questione greca e lo scoppio della bolla cinese. Piazza Affari ha rivesto livelli massimi dalla fine del 2009 e anche oggi Milano parte in rialzo dello 0,2% in linea con le altre: Parigi e Francoforte salgono dello 0,2%, Londra dello 0,1%. Tra i singoli titoli milanesi, rialzo per Astaldi che ha firmato un contratto in joint venture da oltre 1 miliardo in Russia.

Migliorano i bond italiani e spagnoli: lo spread tra Btp e Bund parte in lieve ribasso, sotto i 115 punti base. Il rendimento del Btp decennale è all’1,87%. Stabile il cambio tra euro e dollaro stabile, con la moneta del vecchio continente che scambia a 1,0818 biglietti verdi (le valute).

In mattinata, anche le Borse asiatiche hanno proseguito la fase positiva: Tokyo ha segnato un rialzo dello 0,93% con il Nikkei a 20,841.97 punti. Tutti i principali listini dell’Est erano d’altra parte positivi, Shanghai (+0,5%) e Hong Kong (+0,4%) inclusi. Tenuti a freno dal tonfo delle materie prime, ieri gli indici a Wall Street hanno comunque chiuso in lieve rialzo. Il Nasdaq è riuscito a mettere a segno un nuovo record, per la terza volta di fila, mentre le trimestrali hanno orientato l’umore degli investitori, che hanno anche appuntato le dichiarazioni del governatore
della Fed di St. Louis, James Bullard, per il quale a settembre c’è più del 50% di possibilità di un rincaro del costo del denaro. L’indice tecnologico ha guadagnato alla fine lo 0,2%, a quota 5.218,86, l’S&P500 è salito dello 0,1% come il Dow Jones.

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