Lettera al presidente dell’Inps, Boeri: perche’ non semplificare le procedure di accesso e informazione?

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Roma, 21 Aprile 2015. A proposito dei servizi erogati dall’Inps, il segretario dell’Aduc, Primo Mastrantoni, ha scritto una lettera al presidente dell’Inps, Tito Boeri. Ecco il testo.

Signor Presidente, e’ difficile avere risposte corrette e esaustive sulle pensioni dagli impiegati e dagli addetti al call center dell’INPS. Il colloquio finisce sempre con l’invito a rivolgersi ai patronati. A che servono, allora, i 30mila impiegati INPS se tutto finisce negli uffici di un patronato? A proposito, quanto costano i patronati annualmente allo Stato? E’ vero che si ha la contribuzione statale a pratica, anche negativa, cioe’ senza che si raggiunga il risultato? A quanto ammonta il contributo per singola pratica? Perche’ i contributi versati da chi non raggiunge il minimo degli anni di contribuzione, e quindi non prendera’ la pensione, non viene restituito? Perche’ si continua ad effettuare un prelievo sulle pensioni a favore dell’Onpi (Opera nazionale pensionati d’Italia) quando questo ente e’ stato soppresso dal 1978 (!). E perche’ mai si dovrebbe fare “la domanda” per avere la pensione quando tutta la certificazione e’ in vostro possesso? Al massimo si dovrebbe comunicare il sistema di riscossione. Anche le modalita’ di richiesta on line risultano ostative e di scarsa paticita’ per i pensionandi. Per esempio, a che serve la certificazione del codice bancario IBAN attestato dalla propria banca? Allo stesso modo si potrebbe chiedere la certificazione del proprio codice fiscale all’Agenzia delle Entrate! Insomma, le pratiche pensionistiche diventano un carico per chi va in pensione. Sarebbe opportuno semplificare le procedure e utilizzare le strutture dell’ente per il compimento delle pratiche. Saremo lieti di avere risposte in merito agli interrogativi sollevati.

Cordialmente

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