MASSIMO DONELLI: ECCO L’EUROPA CHE VORREMMO DI FRONTE ALLA CARNEFICINA NEL CANALE DI SICILIA

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Orrore contro torpore. E l’Europa si svegliò!

Hypercorsivo di Massimo Donelli

A Berlino mille bare sono state allineate davanti alla Porta di Brandeburgo.

A Londra ciò che resta di un gommone sul quale sono annegati più di 200 bambini, illness donne e uomini è stato piazzato proprio sotto la colonna che regge la statua dell’ammiraglio Horatio Nelson, in Trafalgar Square.

A Parigi, ai piedi della Tour Eiffel, duemila primi piani fotografici di cadaveri sono stati inchiodati, ad altezza d’uomo, su altrettanti pali.

A Madrid, click sul grande marciapiede che corre lungo il Museo del Prado, la carcassa di un barcone divorato dalla ruggine è stata riempita di altoparlanti che diffondono, in continuazione, le urla strazianti di madri e piccini.

A Bruxelles, in Rue de la Loi, cinquemila volontari vestiti completamente di rosso, il colore del sangue, si sono alternati a gruppi di cinquecento, per una settimana, sdraiandosi davanti alla sede dell’Unione europea (Ue).

Nello stesso giorno e alla stessa ora, nelle cattedrali e nelle moschee di tutta Europa, si è pregato per i morti.

E per i vivi che rischiano presto di seguirli.

Poi, cristiani e musulmani si sono dati la mano circondando i parlamenti di Francia, Regno Unito, Germania, Spagna e di tutti gli altri Paesi dell’Ue: per due giorni di seguito i lavori sono rimasti bloccati.

Infine, Piazza San Pietro.

Chiamati a raccolta da Papa Francesco, centinaia di migliaia di fedeli hanno pregato per un giorno e una notte in diretta tv: grazie alla televisione del Vaticano, ripresa dalla CNN, dalla BBC e dagli grandi network internazionali, le loro voci sono arrivate in tutto il mondo, provocando commozione e sgomento, mentre sui teleschermi scorrevano le immagini e le cifre che raccontano la grande tragedia del Mediterraneo, divenuto una tomba per migliaia di profughi in fuga dalla guerra, dalla miseria, dalla dittatura.

Così, finalmente, tutti hanno capito.

Hanno capito che l’Italia non può più essere abbandonata con i suoi volontari di Lampedusa, di Pozzallo, di Trapani e degli altri cento e più centri di prima accoglienza.

Hanno capito che l’Italia non ce la fa, non ce la può fare a reggere il peso di questa Apocalisse globale.

Hanno capito, soprattutto, che non si può più far finta di niente e lasciar sola l’Italia.

Domani, così, a Bruxelles, si riuniranno la Commissione e tutti i primi ministri, Angela Merkel in testa: entro tre giorni al massimo, scatterà il maxipiano che vedrà finalmente l’Europa unita (non solo sulla carta) per affrontare l’emergenza Mediterraneo.

Barack Obama ha promesso il massimo appoggio.

Anche Vladimir Putin è pronto a dare una mano, anzi due.

Fantastico!

Mai – mai – dalla Seconda guerra mondiale si era più vista una simile catena di solidarietà.

Ci sono voluti, purtroppo, migliaia di morti prima che scattasse.

E questo gigantesco piano di comunicazione diffusa.

Ma, finalmente, ora possiamo sperare.

E, soprattutto, sentirci pienamente, orgogliosamente, cittadini d’Europa.

Post scriptum. Balle. Quanto avete letto fin qui è un’invenzione totale. E una provocazione totale. Scritta per dire che finchè non si porterà l’orrore degli annegati nel cuore delle grandi capitali d’Europa, nessuno uscirà dal suo comodo e ipocrita torpore. Orrore contro torpore: se Matteo Renzi provasse a mettere in piedi qualcosa di simile, certamente troverebbe il sostegno di Papa Francesco. E renderebbe orgogliosi tutti gli italiani, anche quelli che non lo amano. Gliela buttiamo lì alla sua maniera: #daimatteoprovaci!

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