Caramanico Terme, tre proposte per la riapertura

Share

(di Tiziano Rapanà) Torno a parlare di Caramanico. C’è un costante fermento attorno alla annosa questione della terme ancora chiuse. Prossimamente ci sarà il bando per la vendita all’asta dello stabilimento. Il sindaco De Acetis e il presidente della Regione Abruzzo Marsilio pronosticano un’apertura delle terme verso la primavera del 2023. Ma dai banchi dell’opposizione c’è insoddisfazione per la soluzione adottata. Così ieri, a Pescara, il gruppo consiliare regionale del Partito Democratico e il gruppo comunale Uniti per Caramanico capitanato dall’ex sindaco Mario Mazzocca ha presentato delle proposte alternative per una possibile riapertura. Mazzocca è certo che queste soluzioni possano portare ad una certa riapertura nell’estate del 2023. Queste sono, in estrema sintesi, le tre proposte presentate ieri:

  • nella prima si rinviene nella legge regionale 15/2002. L’art. 67 prevede che la Regione, attraverso la FIRA, possa sottoscrivere quote di partecipazione nelle società termali. In sostanza si potrebbe attuare per qualche anno una gestione in house delle terme, modello che questo Governo regionale aveva in precedenza prospettato per l’impianto natatorio delle Naiadi, e che permetterebbe inoltre di avvalersi dell’esperienza lavorativa dei dipendenti che a lungo hanno curato la struttura e saprebbero valorizzarla. I vantaggi che deriverebbero da questa scelta sono innegabili: la riattivazione in tempi brevi e certi del complesso termale e dello sfruttamento della risorsa idrica, scongiurando un eventuale compromissione della qualità delle acque sulfuree, che per non deteriorarsi necessitano di un deflusso costante;
  • la seconda si poggia su un’ipotesi. Ovvero: se la Regione venisse in possesso dei beni necessari all’attività termale, oltre a quelli pertinenziali che già le spettano per legge, potrebbe indire un unico bando per lo stabilimento termale e la concessione delle acque;
  • la terza più complessa da realizzare, poggia sull’idea di un partenariato pubblico-privato, che coinvolge la curatela e ha bisogno di un vaglio del giudice fallimentare.

Non sono un esperto in materia e non posso dirvi la mia. Auspico un confronto sereno tra maggioranza e opposizione per il bene del borgo. Sogno una soluzione congiunta, figlia della ragionevolezza e del buon senso. Secondo il sindaco, con il bando della vendita all’asta, si può pensare ad una riapertura nella primavera del 2023. L’opposizione, come risposta, ha presentato queste proposte. Io spero solo che le terme riaprano quanto prima.

tiziano.rp@gmail.com