L’economia secondo Erdogan: alti tassi di interesse promuovono l’inflazione

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La Banca centrale turca torna a muoversi controcorrente e per la prima volta nel corso di quest’anno ha ridotto i tassi, in un mondo che i tassi tende piuttosto ad alzarli per fronteggiare l’inflazione. Tra le principali banche centrali mondiali di fatto quest’anno solo due finora avevano abbassato il costo del denaro di fronte a situazioni che rappresentano però eccezioni. La Cina il 15 agosto ha ridotto di 95 centesimi il tasso centrale, al 2,75%, valore comunque superiore all’inflazione, in un Paese che ritiene ancora la principale priorità la ripresa economica rispetto a un rialzo dei prezzi che è ben lontano dai picchi che si registrano in Occidente. E poi la Russia il 22 luglio con una riduzione di 150 punti all’8% ha annullato il raddoppio che aveva operato subito dopo l’invasione dell’Ucraina.

Il 18 agosto, quindi, anche la Banca centrale turca ha deciso di abbassare di un punto, i tassi d’interesse al 13%, dal 14% al quale erano fermi dal 16 dicembre, nonostante l’inflazione sia ufficialmente vicina all’80% (79,6% il dato di luglio, il massimo da 24 anni), il livello più alto all’interno del G20, davanti all’Argentina (71%). Nella seconda metà dell’anno scorso, a partire da agosto l’istituto di Ankara, su pressioni politiche aveva effettuato una serie di tagli dei tassi, che un anno fa erano al 19%, con la conseguenza di una fiammata dell’inflazione (che a luglio del 2021 era al 18,95%) e di un crollo della lira turca, che dopo il nuovo ribasso dei tassi ieri si è avvicinata ai minimi storici.

La banca centrale giustifica la sua decisione adducendo «incertezze sulla crescita globale e sui rischi geopolitici», Contrariamente alle teorie economiche tradizionali, il presidente turco Erdogan ritiene che gli alti tassi di interesse promuovano l’inflazione. La sua politica monetaria ha però determinato la caduta della lira turca del 44% rispetto al dollaro nel 2021. La valuta ha poi perso più del 25% rispetto al biglietto verde dal primo gennaio, nonostante gli interventi della banca centrale e l’annuncio alla fine del giugno di una misura di sostegno. A inizio giugno il presidente turco – ancora una volta di parere opposto agli economisti – aveva dichiarato di voler abbassare nuovamente i tassi di interesse.

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