Basta con i falsi miti del nulla mediatico

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(di Tiziano Rapanà) E dunque riecco i figuri che sbrodolano per le vicende di pettegolezzo. Le ambizioni prendono il sopravvento, si obnubila il pensiero e si smania per avere un briciolo della fortuna dei reucci dei social network. Cosa non si fa per una manciata di visualizzazioni in più. Si scalpita per avere il proprio posto al sole. Ed eccoli quindi questi tipini che smaniano per saperne di più di quel personaggio famoso e delle sue paturnie amorose. Vogliono partecipare complici al saliscendi della vita personale del proprio beniamino, sperando di avere così anche loro un giorno quel tesoretto di fama e vantaggi. Il talento, ovvio, non è indispensabile: i cattivi esempi abbondano. Stimo i giovanissimi che decidono di ritornare a lavorare in campagna o le famiglie che decidono di rianimare i borghi abbandonati. Sono loro i cavalieri che miglioreranno il futuro del nostro Paese. I figuri sono dei parassiti, insozzati di cattiva tv e finta cultura. Capiranno, prima o poi, la vacuità, l’inconsistenza dei loro miti, prossime meteore destinate ad un avvenire scolorito ed insignificante. Chi semina raccoglie e gli aitanti nuotatori dell’oceano social sembrano non averlo ancora capito. Ripongo fiducia nei montanari e nel loro senso pratico di affrontare l’esistenza. Sono loro ad aver capito tutto e non i cittadini che si trastullano nelle loro smanie di un evoluzione del progresso tecnologico e vivono in luoghi ubriachi di un turismo tormentoso, schiavo del trend, della moda imperante. La montagna è sempre lì a custodire il gusto reale della vita, fatto di pace, tranquillità, di piccole cose. L’operosità della gente dei borghi montani che sia esemplare per tutti. Abbandoniamo i falsi miti del nulla mediatico incapaci di innovare o semplicemente creare una piccola oasi d’arte.

tiziano.rp@gmail.com