Tesmec, ricavi a 194,3 mln

Share

L’Assemblea degli Azionisti di Tesmec S.p.A., nella foto l’a. d. Marco Paredi, Società a capo di un gruppo leader nel mercato delle tecnologie dedicate alle infrastrutture (reti aeree, interrate e ferroviarie) per il trasporto di energia elettrica, di dati e di materiali (petrolio e derivati, gas e acqua), nonché di tecnologie per la coltivazione di cave e miniere di superficie, si è riunita in data odierna in sede ordinaria, in unica convocazione, e ha approvato tutti i punti all’ordine del giorno. In dettaglio, l’Assemblea ha approvato il Bilancio d’Esercizio al 31 dicembre 2021 della Capogruppo Tesmec S.p.A., che chiude con un Risultato Netto negativo per 0,8 milioni di euro, rispetto ad un Risultato Netto negativo per 0,4 milioni di euro registrato al 31 dicembre 2020, deliberando la proposta del Consiglio di Amministrazione dello scorso 11 marzo di coprire la perdita netta mediante l’utilizzo della riserva straordinaria. Nel corso della seduta è stato, inoltre, presentato il Bilancio Consolidato relativo all’esercizio 2021. Al 31 dicembre 2021 il Gruppo Tesmec registra Ricavi pari a 194,3 milioni di euro, in incremento rispetto ai 170,6 milioni di euro al 31 dicembre 2020, grazie a una crescita significativa, in particolare, dei settori Ferroviario e Energy. L’EBITDA risulta pari a 28,1 milioni di euro, in aumento rispetto ai 21,0 milioni di euro al 31 dicembre 2020 grazie all’importante contributo dei business Ferroviario ed Energy Automation. L’EBIT al 31 dicembre 2021 del Gruppo Tesmec è pari a 5,7 milioni di euro, in miglioramento rispetto al risultato negativo per 0,9 milioni di euro al 31 dicembre 2020. L’Utile Netto consolidato al 31 dicembre 2021 del Gruppo Tesmec risulta pari a 1,2 milioni di euro, in forte aumento rispetto al risultato negativo per 6,8 milioni di euro al 31 dicembre 2020. L’Indebitamento Finanziario Netto è pari a 121,0 milioni di euro, rispetto ai 104,4 milioni di euro al 31 dicembre 2020, con una variazione legata principalmente all’aumento del capitale circolante operativo, in particolare alla voce magazzino, che risulta cresciuto per far fronte alle tensioni sul mercato degli approvvigionamenti e dei noli e per il ritardo nella consegna dei prodotti finiti.