L’Università degli Studi di Padova entra nel Laboratorio ESG di Intesa Sanpaolo

Share

 L’Università degli Studi di Padova entra a far parte del “Laboratorio ESG – Environmental Social Governance” di Intesa Sanpaolo (nella foto, l’a. d. Carlo Messina)rafforzando la collaborazione già consolidata tra la Banca e l’Ateneo, nell’ottica di una sinergia finalizzata allo sviluppo e all’accelerazione della transizione in chiave sostenibile, grazie anche al partner di eccellenza, come Circularity e Nativa, in grado di accompagnare le imprese nei loro percorsi ESG in tutta sicurezza.

Il Laboratorio ESG, nato alla fine del 2021 su iniziativa di Intesa Sanpaolo con la collaborazione di Intesa Sanpaolo Innovation Center e della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, ha lo scopo di migliorare il profilo di sostenibilità delle imprese avviando la transizione verso obiettivi ESG e investimenti in progetti di economia sostenibile e circolare ed è a servizio delle imprese della Direzione Regionale Veneto Ovest e Trentino Alto Adige della banca. Si tratta di un intervento che per Intesa Sanpaolo rientra nel piano più ampio per dare supporto agli investimenti legati al PNRR e che ha previsto un plafond destinato alle imprese del territorio pari a 500 milioni di euro, finalizzato a stimolare gli investimenti in economia circolare e sostenibilità

Intesa Sanpaolo da oggi si avvale delle iniziative di eccellenza nel settore dell’Economia Circolare dell’Università degli Studi di Padova, con l’obiettivo di dare un contributo concreto allo sviluppo economico del Veneto. In particolare, il CEWMS – centro studi sull’economia circolare che, attraverso la partecipazione di oltre 40 docenti e ricercatori di diversi dipartimenti, si propone di diventare un punto di riferimento e di discussione sui temi legati all’economia circolare e alla sostenibilità, elemento imprescindibile per una corretta applicazione del nuovo modello economico. Attraverso un’attività di ricerca multidisciplinare e internazionale, la presenza di corsi di laurea legati a questi temi e il confronto continuo con le aziende e le Istituzioni, il Centro vuole promuovere anche un flusso efficace e trasparente di informazioni e di scambio di esperienze non solo con il supporto tecnico e scientifico sperimentale, ma promuovendo anche alta formazione e aggiornamento tecnico-scientifico. Non ultimo il CEWMS favorirà progettualità condivisa e interdisciplinare e si propone di intercettare fondi nazionali e internazionali per lo sviluppo della ricerca applicata.

L’accordo è stato presentato in un incontro svoltosi nella cornice dell’Orto Botanico di Padova, che è stato aperto con i saluti istituzionali di Sergio Giordani, Sindaco del Comune di Padova, Daniela Mapelli, rettore Università degli Studi di Padova e Gilberto Muraro, presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Sono seguiti gli interventi di Fabrizio Guelpa, responsabile Industry & Banking Research Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, Paolo Melone,responsabile Coordinamento Marketing e Business Development Imprese IntesaSanpaolo e Francesca da Porto, Prorettore con Delega alla Sostenibilità dell’Università di Padova.

L’incontro si è concluso con una tavola rotonda sui temi della transizione sostenibile a cui hanno partecipato Roberto Gabrielli, direttore regionale Veneto Ovest e Trentino Alto Adige Intesa Sanpaolo, Massimiano Tellini, responsabile Circular Economy Innovation Center Intesa Sanpaolo e Mauro Favaretto amministratore delegato di Fonderie Pandolfo.

In considerazione della rilevanza dei temi della sostenibilità ambientale e sociale per accrescere il valore della competitività delle PMI, Intesa Sanpaolo ha attivato già nel 2020 un plafond da 2 miliardi di euro per i nuovi S-Loans,una linea specifica di finanziamenti, che si affianca al plafond di 6 miliardi destinato a investimenti in Circular Economy, volti a supportare le iniziative delle imprese verso la transizione sostenibile. Dalla loro introduzione Intesa Sanpaolo ha erogato oltre 2 miliardi di euro di finanziamenti a favore delle imprese, di cui circa 120 milioni di euro al Triveneto.

A conferma di un quadro economico e sociale nel quale l’attenzione all’ambiente, la transizione verso un’economia digitalizzata e green diventano determinanti per il sistema manifatturiero, il Laboratorio ESG si pone come acceleratore per la crescita sostenibile delle imprese locali e per la creazione di valore collettivo sociale e ambientale nella logica del più esteso coinvolgimento di imprese e di operatori volto alla realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. L’obiettivo è favorire e affiancare investimenti improcrastinabili e opportunità di crescita irrinunciabili nell’attuale fase di rilancio dell’economia italiana, combinando esigenze delle aziende con le competenze dei migliori stakeholders.