Alla scoperta dello Strachítunt

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(di Tiziano Rapanà) Conoscete lo Strachítunt? È uno dei prodotti tipici DOP della Val Taleggio (nel bergamasco). È un formaggio erborinato a latte crudo, prodotto con la tecnica delle due cagliate. Ossia, si unisce la cagliata fredda con quella calda. La particolarità del formaggio è data da questa unione forzata, che ha l’aria tutta tipica del matrimonio combinato. Le due cagliate, nel processo di stagionatura, non hanno proprio voglia di amalgamarsi. E restano, dunque, separate all’interno del formaggio. Lo Strachítunt è un unicum per natura: lo potete trovare dolce o piccante. Il grado di piccantezza non è omogeneo, dipende dalle muffe che compongono il formaggio. La natura ha reso lo Strachítunt immune al virus della prevedibilità. Il prodotto è stato oggetto di un’interessante indagine documentaristica a opera di Roger Fratter. Il titolo dice tutto, Strachítunt. Due cagliate che non si amano. Guardatelo, lo trovate sul web. Dura solo 5 minuti e dice tutto del processo di lavorazione e degli uomini che ogni giorno lavorano al prodotto, che ben rappresenta il territorio bergamasco. Fratter dirige questa bella storia di tradizione locale con tatto e sensibilità, gli addetti ai lavori se ne sono accorti e hanno voluto premiare il documentario al Food Film Fest. La Val Taleggio è una terra magica, che dovreste visitare. Sceglietela come meta per le vostre future vacanze. Questa splendida zona di montagna vi consolerà dai mali del quotidiano e vi rigenererà, portandovi a vita nuova. La terra dello Strachítunt è piena di acque: vi conquisterà per le belle contrade, dove potete ammirare i caratteristici tetti in pietra. Sono paesaggi dalla bellezza indescrivibile, quindi è inutile che costruisca per voi un ruscello di parole. Pertanto scelgo la strada della sintesi, dell’essenzialità: passateci un weekend e vi piacerà. Lo Strachítunt è adatto per molte vostre creazioni culinarie. Se non avete tempo e volete mangiare qualcosa in fretta, vi consiglio di adagiare una fetta di formaggio su un letto di pane casareccio.

tiziano.rp@gmail.com