Gualtieri sbaglia, Calenda non è un valvassino

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(di Tiziano Rapanà) La campagna elettorale romana non è finita. Michetti e Gualtieri si daranno battaglia per la conquista dello scranno da sindaco. Gualtieri parte male con una brutta dichiarazione su Calenda che è pura espressione di protervia: “Non l’ho ancora sentito dopo il voto, mi aspetto che sosterrà il candidato progressista, sarebbe strano il contrario”. Per il candidato sindaco della sinistra, il sostegno di Calenda è un atto dovuto. No, non mi piace questo modo di cercare il voto. Calenda non è un valvassino che deve obbedienza al suo signore, ma un politico che è riuscito ad ottenere il 19,82% dei voti. Lo si tratti con rispetto. Non sono un elettore di Calenda – e se avessi avuto la residenza a Roma, probabilmente avrei militato nel partito degli astenuti -, ma gli riconosco la grinta e il coraggio di aver voluto costruire un progetto diverso di governo di città. È l’outsider che fa gola a destra e sinistra ed ora ha il coltello dalla parte del manico. Spero faccia sudare sette camicie a Gualtieri. Le cattiverie si pagano (Franco Franchi docet). L’alterigia dell’aspirante vincitore merita una punizione esemplare. Non è stata una bella campagna elettorale, la bizzarrìa ha prevalso sul buon senso. Unica nota positiva, Bobo Craxi. È tornato in campo con lo storico simbolo del garofano, a sostegno di Gualtieri. Purtroppo il risultato elettorale dei socialisti è stato deludente. Craxi meritava molto di più, se non altro per come ha condotto con serietà la sua campagna elettorale. Craxi ha ricevuto – in queste settimane tribolate – il fraterno supporto di Fulvio Abbate, che ha realizzato per Teledurruti dei video a sostegno della candidatura a consigliere comunale del leader socialista.

tiziano.rp@gmail.com