Meno Ferragnez, più Ferrara

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(di Tiziano Rapanà) Ahi! Che male che mi fai Amazon Prime. Cito una vecchia canzone di Paolo Mengoli, per rendicontare scherzosamente l’arrivo del dispiacere, figlio dell’amara scoperta: Amazon Prime ha annunziato la futura messa in onda di un programma dedicato ai Ferragnez, gli onnipresenti Fedez e Chiara Ferragni. Riecco l’ennesimo programma incentrato sui beniamini dei vizzi giovinotti innamorati dei personaggi, che abitano i social network. Chiara Ferragni e Fedez, dall’altro del loro eminente palmarès (lei è stata proclamata The Most Powerful Fashion Influencer da Forbes, lui è disco di platino pluridecorato), mostreranno i retroscena della loro vita. La docuserie riprenderà i momenti vissuti tra la fine del 2020 e i primi mesi del 2021: si racconterà la seconda gravidanza di Chiara, la prima partecipazione di Fedez a Sanremo e la nascita della secondogenita Vittoria, gli incontri con gli amici e la famiglia e gli impegni di lavoro. Dicembre sarà il mese dei Ferragnez e del loro racconto strappalike. Questi mezzi di comunicazione propongono nuovi eroi idolatrati da una generazione, che probabilmente non ha mai letto un libro di Romano Bilenchi. Repubblica ha incoronato i musicanti di questa era come “Giovani favolosi”, ma sono modesti e convenzionali. Non hanno l’opulenta trasgressione di Gepy & Gepy, nemmeno la propensione al romanticismo sfacciato del Giardino dei Semplici, non sono intellettualmente impegnati come il gruppo folto dei cantautori storici e non praticano il gioioso disimpegno degli Skiantos e Squallor. Sono musicalmente insipidi ed esteticamente insignificanti. Ciarlano inopinatamente di gender fluid e ignorano quanto hanno fatto ben quarant’anni prima di loro i grandi David Bowie, Boy George, Steve Strange. Ridateci i vecchi favolosi, della musica, del cinema, della televisione e anche del giornalismo. Suggerisco ad Amazon di costruire una docuserie su Giuliano Ferrara, l’elefantino della carta stampata. Riprendete la sua vita h24, immergetevi nelle curiosità del suo privato, dei suoi interessi extra giornalistici. Ferrara è un’intelligenza vitale che ha tanto da dire, Fedez no. Mollate il conformismo dei giovani per niente favolosi e abbracciate la spavalda saggezza che padroneggia l’ironia e l’arte di saper vivere.

tiziano.rp@gmail.com