ASTOI, Ezhaya: l’allarmismo sui viaggi distrugge il settore Turismo

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“Noi siamo veramente stufi di questa polemica tra turismo nazionale e internazionale. Il turismo è uno, punto. Ovviamente il turismo nazionale va difeso ed è molto importante. Ma purtroppo non si sta in piedi solo con quello, perché mediamente il turismo nazionale rappresenta all’incirca il 15% del fatturato dei tour operator. Quindi l’85% ha a che fare con mete europee e con meta extra Schengen”. Queste sono le parole di Pier Ezhaya, presidente di ASTOI Confindustria Viaggi, in merito alla situazione del comparto del turismo nel nostro Paese alla luce della perdurante crisi pandemica.

“Oggi – commenta il presidente ASTOI – le meta extra Schengen sono chiuse, è vietato andarci per motivi di turismo, e le mete europee vengono fiaccate da continui comunicati che dicono quanto sia pericoloso andare all’estero, per rischi di quarantene e situazioni complicate. È chiaro che così il settore lo si distrugge. Noi vorremmo ricordare, perché questa cosa secondo noi sfugge alla politica, che i tour operator e le agenzie di viaggio sono aziende italiane che occupano personale italiano e pagano le tasse in Italia. Quindi come tutte le aziende italiane hanno diritto a operare e a contribuire al PIL nazionale come hanno sempre fatto”.

“Il green pass – conclude – era uno strumento che abbiamo salutato con grande soddisfazione, perché mirava a uniformare le regole di spostamento dei cittadini europei, dando omogeneità alle linee tra i vari Paesi europei, uniformando le norme d’ingresso. Quello però a cui stiamo assistendo a circa 20 giorni dall’approvazione di questo ottimo strumento è che purtroppo i Paesi europei attuano delle modifiche. Questo rende lo spostamento dei cittadini europei molto più complicato. A noi pare che l’obiettivo iniziale di uniformare le regole è già stato fiaccato dalle decisioni dei singoli Paesi, che anziché trattarli a livello continentale le trattano a livello singolo”.