Ius soli, Di Maio a Letta: «Va discusso nella Ue, l’alleanza M5S-Pd sarà rafforzata»

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Lo Ius soli è un tema che va discusso a livello Ue. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un’intervista al quotidiano spagnolo El País. «Non sono contrario, non voglio andare contro la proposta di Enrico Letta (che ha subito innescato scintille con Salvini), di cui ho stima e fiducia — afferma il responsabile della Farnesina — ma l’Unione europea sta progettando un patto per l’immigrazione e l’asilo, quindi quando parliamo di cittadinanza a mio avviso dobbiamo coordinarci a livello europeo».

L’ex leader del Movimento disegna anche una prospettiva politica a breve-medio termine: «Ho sempre lavorato bene con Letta, è una persona in cui ho molta fiducia. L’alleanza tra Pd e M5S sarà rafforzata. Ma non deve essere solo elettorale, è necessario guardare ad orizzonti lontani per crescere insieme. Dobbiamo affrontare insieme le grandi questioni sociali. Letta e Giuseppe Conte troveranno spazio per il dialogo».

Il ministro degli Esteri traccia anche un bilancio del primo mese del nuovo esecutivo: «Questo è un governo solido e il presidente Mario Draghi è molto attento alla parte politica. Siamo consapevoli che ci sono profili tecnici nei ministeri, ma c’è molto interesse nell’assicurare il coordinamento politico». E poi: «Se ho un legame con Franceschini e Giorgetti? Abbiamo collaborato nei governi passati ed è normale che si creino legami — prosegue il titolare della Farnesina — Fare differenziazioni tra politici e tecnici non ha senso, perché gli uni hanno bisogno degli altri. Non ci può essere un governo ogni anno, perché a pagare sono i cittadini, l’intero Paese. Adesso l’Italia ha un leader prestigioso come Draghi e un governo solido».

Nel colloquio con il quotidiano spagnolo, Di Maio torna anche sulla profonda ferita delle espulsioni dei dissidenti Cinque stelle: «Coloro che hanno lasciato il M5S a causa dell’ingresso nel governo Draghi erano ancora legati a una certa idea di Italexit. Il peso di Conte aumenterà il prestigio del M5S e completerà il processo di evoluzione».

Corriere.it