Pisano spinge sul 5g, passare dai test al mercato

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Non pesa sulla salute, ma spingerebbe il Pil di 80 miliardi

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Il 5g, la rete mobile di ultima generazione, è pronta per il mercato. “Dobbiamo passare dalle sperimentazioni alla commercializzazioni”, sprona la ministra dell’Innovazione, Paola Pisano, ricordando che la fase di test è terminata il mese scorso. Ormai sono passati quasi tre anni dal debutto della nuova tecnologia in cinque città pilota: Torino, L’Aquila, Bari-Matera, Prato e Milano. La prova per la ministra ha funzionato: “siamo andati molto bene”.

E’ quindi venuto il momento di calare l’internet veloce per smartphone, e non solo, nella vita quotidiana e nell’economia, dall’agricoltura al turismo. Il 5g combinato ai droni potrebbe aiutare infatti a monitorare le coltivazioni. E ancora, in unione con la realtà virtuale aumentata, abbinato a smart glass, potrebbe promuovere siti archeologici. Tra le tante applicazioni Pisano suggerisce anche lo sviluppo nel settore del broadcasting, per rendere il comparto competitivo a livello “internazionale”.

Insomma si tratta di agganciare la trasformazione alla necessità di rilancio del Paese. E senza timori, assicura la ministra. Dagli studi a disposizione emerge che il 5g “non ha impatti negativi sulla salute dei cittadini”, ribadisce la titolare dell’Innovazione. Anzi rispetto alla versione precedente, il 4g, può essere anche “meno impattante”. La nuova rete si arriva su necessità, va dove serve, mentre la ‘vecchia’ prevede è più dispendiosa a livello di onde, “irradia in modo diffuso”, tiene a chiarire la ministra. D’altra parte il 5g negli ultimi tempi ha fatto notizia proprio per le polemiche sul fronte salute. Il presidente di Asstel Assotelecomunicazioni, Pietro Guindani, ricorda come “in tempi recenti ci sono stati più di 500 Comuni in cui sono state emesse ordinanze impeditive delle realizzazioni di reti radio-mobili 5g ma anche 4g”.

Da qui la norma inserita nel decreto Semplificazioni per vietare ai primi cittadini di mettere limitazioni. Luigi Gubitosi, parlando come vicepresidente per il digitale di Confindustria, definisce “piuttosto fantasiose” le ipotesi sui diversi effetti del 5g rispetto alle altre tecnologie. E avverte: “abbiamo i limiti elettromagnetici più bassi d’Europa, il 5g è necessario. Altrimenti nel giro di un paio di anni rischiamo di avere delle congestioni”. Per Gubitosi però bisogna allargare lo sguardo oltre i confini nazionali, agendo in Ue. Questo vale anche per i dati, per il cloud. Le imprese italiane, fa sapere, parteciperanno al progetto europeo in materia, partito come franco tedesco, Gaia-X. L’occasione per fare il punto sulle innovazioni tecnologiche è stata la relazione sul documento messo a punto alla Camera. Risultato di un’indagine della commissione Trasporti durata due anni, con più di 50 auditi. L’obiettivo, esplicita il presidente della commissione, Alessandro Morelli, è dare una base di lavoro per arrivare a una normativa.


Marianna Berti, ANSA

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