Cina, per l’economia torna il segno più. Gli incentivi spingono la crescita, male i consumi

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Torna il segno più per il Pil cinese spinto al’azione di sostegno de governo. Ancora difficoltà sul fronte dei consumi interni. Nonostante la pandemia il 2020 potrebbe chiudersi con una piccola crescita economica.

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Il gigante si rialza ma ancora non è saldo sulle gambe. Nel secondo trimestre dell’anno il Prodotto interno cinese è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2019. La ripresa segue il pesante tonfo che aveva caratterizzato i primi tre mesi dell’2020 quando in piena emergenza Covid l’economia si era contratta del 6,8%.

Quello cinese è uno dei primi ritorni alla crescita dopo l’esplosione globale della pandemia. Sembra tuttavia presto per dichiarare lo scampato pericolo. I corposi incentivi hanno spinto l’industria ma in consumi interni rimangono deboli. La manifattura registra un progresso del 4,4% rispetto ad un anno mentre le vendite al dettaglio sono diminuite del 3,9%. Per l’intero 2020 il Fondo monetario internazionale stima un Pil cinese in aumento dell’1%, uno dei pochi paesi con il segno più sebbene si tratti del progresso più debole dagli anni ’70.

ESPORTAZIONI IN RISALITA – Due giorni fa erano stati diffusi i dati sulla bilancia commerciale di giugno che avevano evidenziato una crescita delle esportazioni dello 0,5% rispetto all’anno prima. Le importazioni sono invece salite del 2,7% ad ulteriore testimonianza di una ripresa dell’attività nel paese. La differenza tra quanto esportato e importato è stata positiva per 46,4 miliardi di dollari, meno delle stime.


Ilfattoquotidiano.it

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