A Napoli partita la sfida per il miglior caffè

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E’ di tre chili il consumo giornaliero di caffè in un bar medio di Napoli, il triplo rispetto al resto d’Italia. Nel capoluogo campano ogni esercizio commerciale serve in media oltre 400 tazzine nell’arco delle 24 ore. L’oro nero, come è stato ribattezzato, non è solo una consumazione, ma rappresenta all’ombra del Vesuvio anche un’occasione di condivisione. Ma qual è il caffè più buono di Napoli? Per rispondere a questa domanda, Napoli Coffee Experience, che si occupa di consulenza e formazione in questo settore, lancia la prima edizione del Napoli Coffee Challenge, una competizione che vedrà in gara 40 bar, quattro per ogni municipalità della città. L’iniziativa, patrocinata da Comune, Camera di commercio, Confcommercio, Confesercenti e Aicast, nasce per valorizzare una delle eccellenze del territorio. “Ci saranno delle degustazioni tecniche – spiega il fondatore di Napoli Coffee Experience, Mauro Illiano – fatte da un panel di esperti e realizzate mediante uno strumento innovativo per valutare al meglio la caratteristiche organolettiche. E’ anche un’occasione per andare oltre il rito e la tradizione, che hanno dato lustro e visibilità alla città, ma in un certo senso hanno anche offuscato la qualità del nostro caffè. Per la prima volta si inizierà a capire quanto vale il caffè napoletano”. Il presidente della Camera di commercio, Ciro Fiola, si impegna a sostenere il percorso per ottenere dall’Unesco il riconoscimento come patrimonio immateriale dell’umanità, al pari dell’arte della pizza, ma sottolinea che in questa fase la priorità è un’altra: “Bisogna prima garantire che le aziende che lo producono e lo commercializzano restino in vita – spiega – dobbiamo intensificare il ritorno a una normalità bloccata non solo dal Covid, ma anche dai provvedimenti economici assunti a livello nazionale. Il caffè, come altri prodotti, sta soffrendo moltissimo e se non facciamo tornare i lavoratori negli uffici ci sarà una terza crisi”. Il settore dei bar, gli fa eco il vicepresidente Fabrizio Luongo, “ha registrato quasi l’80% di calo dei ricavi. Va bene la massima prudenza – aggiunge – ma dobbiamo provare a convivere nel miglior modo possibile con il virus. Il sistema del caffè, così come il food, dovrà governare questo cambiamento”. L’assessore comunale al Commercio, Rosaria Galiero, elogia l’iniziativa, che arriva “dopo tre mesi di chiusura forzata, che ha messo le attività in seria difficoltà. Il caffè è anche una risorsa importantissima dal punto di vista economico e per far ripartire la città dobbiamo unirci sempre di più, fare squadra in una competizione sana, come prevede questa iniziativa”. 

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