“Colpevole d’innocenza”, un libro drammaticamente vero

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(di Tiziano Rapanà) Questo libro parla di malagiustizia. Ma le mie poche parole (poche, giuro: guai a tediarvi) non hanno la volontà di fare una filippica sul tema. Ne so poco. Ho letto del caso di Lelio Luttazzi, di Enzo Tortora, ma non ho le competenze per affrontare l’annosa questione. Chiedete lumi agli ottimi giornalisti del Riformista, di Piero Sansonetti, che ogni giorno si occupano di questi drammi, o all’ex magistrato Bruno Tinti che tiene, sulla splendida Anteprima di Giorgio dell’Arti, una rubrica dedicata alla giustizia. Sono loro i deputati ad analizzare e giudicare, non io. Pertanto mi limito a commentare, e suggerirvi, la lettura di questo libro edito da Iacobelli. Colpevole d’innocenza, questo il titolo dell’odissea di Fabrizio de Prophetis, autore e protagonista della triste storia vera.  Ve la racconto brevemente: de Prophetis, stimato dirigente, viene accusato di aver preso delle bustarelle. La sua via crucis dura 60 giorni, un’ingiusta detenzione così ripartita: 5 giorni a Regina Coeli, 10 a Nuoro e 45 agli arresti domiciliari. La bufala, opera di un pentito, viene smascherata e arriva il lieto fine. Ma certi dolori sono duri a morire. La peculiarità del libro è data dallo stile narrativo dell’autore: accurato e documentato. La sua penna a volta è felice e a volte meno. Non sempre avvince, non ha il talento di James Patterson. Ma è meglio di tante novità presenti nelle librerie. L’ho preferito ai libri candidati al Premio Strega di quest’anno.  È un romanzo intellettualmente onesto che non cerca la commozione e l’indignazione facile. Lo scrittore non intinge la penna nel risentimento. Pare che de Prophetis abbia incassato bene i pugni che la vita gli ha dato. Colpevole d’innocenza è un libro che deve entrare nelle vostre librerie. Compratelo, costa solo 15 euro.

tiziano.rp@gmail.com

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