Da baby sitter a bici: i bonus già esauriti e quelli non ancora partiti

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Già terminate le risorse per il bonus baby sitter per operatori sanitari e polizia, mentre altri aiuti previsti dal Dl Rilancio sono ancora “fermi”

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Le misure stanziate dal Governo per contrastare la crisi economica scatenata dall’emergenza sanitaria sono diverse, e comprendono parecchi bonus e incentivi applicati a numerosi settori dell’economia. Tra questi incentivi, alcuni sono già in via di esaurimento. È questo il caso di una parte del bonus baby sitter, che inizialmente ammontava a 600 euro (1.000 per operatori sanitari e polizia), ma poi è stato raddoppiato a 1.200 euro (2mila per operatori sanitari e polizia) dal dl Rilancio.

Quindi, è stata effettuata una ulteriore estensione della platea di beneficiari, in cui sono stati inseriti nonni non conviventi e centri estivi.

Le risorse sono ormai esaurite per quanto riguarda il bonus baby sitter per operatori sanitari e di polizia da 2mila euro: la cassa di 67,6 milioni stanziata per quella categoria è infatti “a secco”, motivo per cui le domande che stanno arrivando in queste ore vengono accettate con riserva, in attesa di capire se il ministero del Lavoro prevederà un ulteriore rifinanziamento.

Non è ancora partito ufficialmente, invece, il bonus bici, che, nonostante sia valido per gli acquisti effettuati a partire dal 4 maggio, è rimasto “bloccato” anche a causa del mancato accordo tra i banchi dell’Esecutivo in merito ai giustificativi da richiedere per ottenerlo.

Nonostante i 20 milioni aggiuntivi stanziati dall’Esecutivo, che vanno a sommarsi ai 120 inizialmente previsti, è inoltre altamente probabile che le risorse non basteranno per coprire tutte le richieste, e il bonus andrà in esaurimento nel giro di poco tempo.

Al momento, comunque, non è stato ancora attivato il portale web del Ministero dell’Ambiente necessario a richiederlo, mentre sembrerebbe più vicina l’intesa tra il ministro Costa e la titolare dei Trasporti De Micheli a proposito della fattura o scontrino parlante che, pare, saranno richiesti per ottenere l’agevolazione.

È fermo anche il superbonus 110%: dopo la conversione in legge del Dl Rilancio, infatti, dovranno essere pubblicati due provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dello Sviluppo Economico, che renderanno operativo l’incentivo.

Il primo provvedimento riguarderà i dettagli operativi della cessione dei crediti, mentre il secondo regolamenterà la questione della congruità dei prezzi degli interventi. Fino alla loro pubblicazione, insomma, non sarà possibile presentare la domanda.

La maxi agevolazione per interventi di riqualificazione energetica è in vigore dal 1° luglio fino al 31 dicembre del 2021, mentre per le sole case popolari degli Iacp il bonus resterà operativo anche nei primi sei mesi del 2022.

Secondo l’Ufficio parlamentare di Bilancio, gli interventi stanziati dal Dl Rilancio toccheranno un terzo delle famiglie italiane, e le erogazioni risultano in media pari al 47% del reddito disponibile familiare mensile pre crisi.

I dati mostrano inoltre che la fascia più povera dei nuclei beneficiari riceve l’8,8% degli aiuti, esattamente come la fascia più benestante: tuttavia, se nel primo caso gli incentivi arrivano al 46,4% delle famiglie, nel secondo interessano solo un quarto dei nuclei nella fascia a maggior reddito disponibile.

Libero.it

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