Il Mezzogiorno è fondamentale per l’Italia

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“In questo momento il Mezzogiorno è la risorsa fondamentale per il Paese purché ci si investa e lo si sappia interpretare”. Lo ha detto Adriano Giannola, nella foto, presidente della Svimez, ad un webinar sul tema: “Il Mezzogiorno nello sviluppo del Paese, le bonifiche un’opera centrale per il rilancio dell’economia dei territori” promosso da Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino meridionale insieme ad Area metropolitana di Napoli, Cgil, Cisl e Uil Taranto e comitato civico “CammiNaTa”, fusione delle sigle di Napoli e Taranto. Per Giannola, “pensare di ripartire con i meccanismi che vedono un Nord privilegiato come indicano Bonaccini e  Bonomi ci porterà verso il rafforzamento della crisi economica. E’ anche politicamente non corretto. Ciò sta accadendo nelle Marche, in Umbria, che sono in area convergenza, anche il Piemonte è in area della convergenza mentre la Toscana ci sta arrivando, ci dice che il Meridione avanza nel Paese e l’Italia si sta meridionalizzando – sostiene il presidente Svimez -. Milano non è più una metropoli europea, è stata superata da Bratislava. Non possiamo più permetterci di continuare in questa direzione. L’Italia – ha proseguito – è sempre più marginale nell’Unione Europea. Di qui a 15 anni la questione meridionale sarà una questione conclusa per eutanasia”.  Secondo Giannola, “il  fatto che l’Europa abbia chiesto scusa all’Italia e poi abbia concesso risorse economiche con precise condizionalità (investimenti green e smart, sostenibilità e sviluppo sostenibile, riduzione delle disuguaglianze e coesione sociale) nasce da una riflessione strategica ed opportunistica: l’Italia e il Mezzogiorno sono il baricentro del Mediterraneo. Si tratta di un mare strategico, il più trafficato del mondo. La Svimez – ha poi detto il presidente Giannola – ha proposto un Piano per l’Italia al ministro Provenzano che poche operazioni può rimettere in moto il Paese e invertire la marcia, assestare e recuperare. Abbiamo individuato 4 poli, 4 realtà nuove, le aree Zona economica speciale: Napoli, Bari, Taranto e Gioia Tauro. I 4 migliori porti del Mediterraneo sono in queste città – ha detto – Un quadrilatero che è il Mezzogiorno continentale. Il quadrilatero ha missione di trasversalità. Se si mettono in moto questi 4 motori collegandoli all’agricoltura e governando le aree di retroporto –  ha concluso Giannola – si aiuta il Paese a crescere. C’è bisogno di burocrazia zero e zone doganali intercluse, non  servono investimenti ma occorre renderle attrattive”.

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