Le società al top per gli italiani: Ferrero, Feltrinelli e Lamborghini

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Le tre aziende che si contendono il premio dei Randstad Employer Brand 2020, riconoscenza assegnata sulla base di una profonda indagine globale dedidata all’Employer Branding.

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Sono la Ferrero, la Feltrinelli e Automobili Lamborghini, le aziende per cui gli italiani sognano di lavorare. L’attribuzione assegnatole da Randstad con tanto di dati alla mano, completi di una ricerca globale attiva nell’employer branding, hanno evidenziato proprio questo. Delegata dalla società attiva nei servizi per le risorse umane all’Istituto di ricerca Kantar TNS 

Sperimentata su 185 mila persone in 33 Paesi in maniera del tutto indipendente con un’analisi accurata su più di 6.100 aziende a livello globale, la ricerca Randstad Employer Brand ha considerato il livello di desiderio percepita dalle aziende italiane da parte degli ipotetici dipendenti.

In Italia, sono stati sottoposti ad interviste circa 6.300 persone di età compresa tra 18 e 65 anni, un campione prettamente rappresentativo di occupati e non-occupati, a cui è stato richiesto quali fossero le cause scatenanti affinché un’azienda potesse essere considerata attrattiva tra le 150 selezionate con oltre 1000 dipendenti al seguito con sede in Italia e conosciute da almeno il 10% della popolazione.

Sul podio c’è Ferrero, votata dal 77,7% degli intervistati. La multinazionale piemontese, specializzata in prodotti dolciari, è risultata in cima alle preferenze degli italiani anche nei contesti di sicurezza per il posto di lavoro, ottima la reputazione aziendale, l’atmosfera piacevole e un equilibrio generale tra lavoro – vita privata.

Chiude in bellezze Automobili Lamborghini indicata dal 69,3% dei potenziali dipendenti.  Il movente più importante per gli italiani momentaneamente è quello di scegliere un datore di lavoro che permetta l’equilibrio fra vita professionale e privata, indicato dal 52% di persone. Di seguito i dati alla mano: Atmosfera di lavoro piacevole (51%), retribuzione e benefit interessanti (47%), sicurezza del posto di lavoro (46%) e opportunità di carriera (36%). Se osserviamo le risposte dei colleghi europei, retribuzioni e benefit interessanti occupano la prima posizione (votati dal 59% degli intervistati), davanti a atmosfera di lavoro piacevole (51%), sicurezza del posto di lavoro (48%), work-life balance (47%) e opportunità di carriera (36%).

Per le lavoratrici è fondamentale l’equilibrio fra lavoro e vita privata (54% contro il 50% dei colleghi), l’atmosfera di lavoro piacevole (55%, +9% sui colleghi), la sicurezza del posto di lavoro (47%, +3%) e la flessibilità (39%, 12 punti in più dei colleghi). I colleghi, invece, sono più attenti a retribuzioni e benefit (48% contro il 46% delle donne), opportunità di carriera (37%, +3% sulle dipendenti), solidità finanziaria (38%, +9%) e buona reputazione (24% contro il 17% delle colleghe).

Ma le differenziazioni più evidenti emergono per fasce di età: i giovani al di sotto dei 25 anni tentano più di altri un’azienda che arricchisca la diversità e l’inclusione (23%), oltre metà dei Millennial (il 54% dei 25-34enni) dà la priorità all’atmosfera di lavoro piacevole, per la generazione dei 35-54enni sono molto importanti retribuzione e benefit (48%), mentre gli over 55 guardano soprattutto alla solidità finanziaria dell’azienda (40%).

Al secondo posto, in merito ai settori più attraenti per i potenziali dipendenti, troviamo i media, automotive, i servizi informatici, industria aeronautica e largo consumo. Secondo il campione intervistato, il settore media offre soprattutto una solidità finanziaria, ottima reputazione e lavoro interessante. Alla solidità finanziaria l’automotive accosta le nuove tecnologie e un’ottima reputazione, il largo consumo un’ottima reputazione e la sicurezza del posto. Industria aeronautica e servizi informatici sono primi per uso delle nuove tecnologie e puntano su stabilità finanziaria e ottima reputazione.

Nell’ultimo anno il 17% degli italiani ha iniziato a lavorare per un’altra azienda, l’83% non ha cambiato lavoro e il 28% di questi ultimi ha intenzione di farlo nei prossimi dodici mesi. I contatti personali sono anche nel 2020 il canale più utilizzate per trovare un nuovo impiego, indicati dal 29% del campione, anche se in calo rispetto al 38% che li aveva votati un anno fa, seguiti dalle agenzie per il lavoro (26%). Le ricerca di nuove opportunità si svolge sempre più online: LinkedIn è il terzo canale più utilizzato ed è cresciuto di ben dieci punti rispetto al 2019 (23%), e cresce anche l’uso di siti web come Subito.it (21%, +5%), Infojobs (20%, +4%), Google (17%, +5%) e portali specializzati in annunci di lavoro (19%, +6%), fra cui emergono Indeed (60%) e Jobs.com (32%). Il 16% cerca direttamente nella sezione “Lavora con noi” dei siti aziendali, solo il 9% si rivolge ai servizi pubblici per l’impiego, il 7% ai recruiters, il 6% alle fiere del lavoro. Più di una persona su dieci consulta i social media per trovare un impiego, soprattutto Facebook (79%), poi Instagram (32%), Twitter (13%) e Snapchat (11%).

Per più della metà di chi ha cambiato lavoro o ha intenzione di farlo nei prossimi dodici mesi il motivo è economico: il 53% tenta di arrivare a prendere uno stipendio più elevato, il 50% benefit più interessanti. Il 15% di chi ha cambiato per avere una busta paga più pesante non ha però ottenuto nessun cambiamento, il 20% ha visto il suo stipendio crescere fino al 5%, il 20% fino a un +10%, il 10% fino a un +15%, il 14% fino a un +20%. Per sette intervistati su dieci (68%), invece, le ragioni sono sostanzialmente  emotive: circa uno su due non si sentiva più motivato (il 49% di chi ha cambiato, il 52% di chi vuole farlo), il 40% avverte troppa distanza fra i propri valori e quelli aziendali, più di un terzo ha un cattivo rapporto con manager e colleghi (38% di chi ha già cambiato, 32% di chi lo farà).

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