WhatsApp, Messenger e Instagram saranno una cosa sola: la superchat che farà parlare il mondo

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Primi indizi nei codici delle applicazioni: alle Stanze di Facebook già presenti su WhatsApp potrebbe aggiungersi l’integrazione di Messenger su Instagram e della chat verde su quella della piattaforma principale. Così Zuckerberg rompe le promesse del passato

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Le grandi manovre sono iniziate. Alla fine, ne uscirà una superchat che mette insieme miliardi di utenti. Considerando i 2,5 miliardi di account attivi su Facebook allo scorso aprile, i 2 su WhatsApp e il miliardo e 300 milioni su Messenger, si arriva sommando oltre i 5 miliardi. Ovviamente ciascuno di noi dispone di più profili e iscrizioni, in molti casi anche su tutte e tre le piattaforme, per cui la cifra è da rivedere al ribasso. Ma si muove comunque su quegli sconvolgenti ordini di grandezza. Cina esclusa, diventerà il canale integrato su cui il mondo comunica, anche considerando l’aria pesante che tira su TikTok.

Menlo Park ha cominciato i lavori sul sistema di comunicazione “cross-social” annunciato ormai diverso tempo fa, all’inizio dello scorso anno. Quando Mark Zuckerberg ha annunciato che il futuro dei suoi prodotti sarebbe stato intimo, privato, che i social sarebbero progressivamente passati da piazze virtuali a luoghi più ristretti. Ma non prima del 2020: adesso, dunque, ci siamo. Non è un caso che negli ultimi mesi siano arrivati diversi aggiornamenti per i gruppi e siano state lanciate, di recente, le Stanze.
I lockdown in giro per il mondo, pur nella sbornia da dirette, hanno accelerato d’altro canto anche la necessità di canali paralleli per comunicare fra le persone in modo sicuro e meno caotico. Le prime tracce le ha scoperte lo sviluppatore italiano Alessandro Paluzzi che ha individuato alcuni dettagli nascosti tra i codici di programmazione delle versioni beta delle tre app destinate a fondersi, almeno per quel che riguarda la messaggistica.

In una serie di tweet Paluzzi ha infatti diffuso alcune schermate in cui sono visibili alcune sezioni delle applicazioni. Per esempio fra le impostazioni personali su Instagram si legge una voce, “Get Messenger in Instagram”, cioè “Ottieni Messenger su Instagram”, modificato anche in “Update Messaging” col logo di Messenger, che lascia immaginare la possibilità di chattare senza soluzione di continuità saltando fra i due programmi. Come d’altronde conferma anche un’altra schermata di introduzione dedicata agli utenti: “There’s a new way to message on Instagram”. Inoltro dei messaggi, sticker, reaction: non dovrebbe mancare nulla, l’esperienza dovrebbe cioè farsi sempre più simile da una parte e dall’altra. Secondo uno schema che lascerà le app autonome per le loro funzionalità distintive ma le collegherà in modo sempre più stretto sotto il fronte della comunicazione fra utenti. D’altronde già da tempo Menlo Park non comunica più in modo granulare i dati degli utenti attivi, limitandosi a illustrare l’audience complessiva sui suoi prodotti. Stesso discorso su Messenger: si vede la schermata attraverso cui gli utenti saranno informati di poter parlare con quelli di Instagram.

Non solo. Il sistema potrebbe anche consentire di recuperare i post condivisi attraverso le due chat, per ripubblicarli in qualche modo indifferentemente su Facebook o Instagram. Ma è una strada su cui al momento non ci sono neanche indizi. Altri segnali dell’integrazione arrivano anche da WhatsApp: se già da qualche settimana, fra i comandi relativi agli allegati, è possibile saltare su Messenger e avviare una Stanza per chattare fino a 50 utenti, sempre lo sviluppatore italiano e WABetaInfo hanno invece scoperto come Facebook stia approntando i sistemi per consentire di chiacchierare anche fra la chat più usata del mondo e la piattaforma madre. Per esempio costruendo un database condiviso che dovrà orchestrare e allineare le funzionalità di WhatsApp (se un contatto è bloccato, se una conversazione è stata archiviata, se le notifiche push sono attive e così via) su Messenger. Di nuovo, per chattare senza salti e soste.

Sono passati diversi anni dalle acquisizioni delle altre app: forse pochi lo ricordano, ma né l’app videofotografica né la chat sono nate in seno al colosso californiano. Servivano affinché la promessa di Zuckerberg, quella di non integrare mai i servizi che man mano ha comprato, cioè Instagram nel 2012 per un miliardo di dollari, un vero affare, e WhatsApp nel 2014 per 19 miliardi, potesse essere infranta. Alla fine proprio questo sta avvenendo, accompagnando in fondo anche un’esperienza d’uso che gli stessi utenti sperimentano ogni giorno: a chi non è capitato di iniziare una conversazione da una parte e proseguirla dall’altra, tornando poi dove era iniziata? Il piano di Facebook va in quella direzione, per rendere più semplice questi salti ma soprattutto per svincolare la comunicazione dalla necessità di doversi iscrivere a tutti i social. Per fare in modo che un’app si tenga sull’altra (anche in termini di utenza attiva e di engagement), facendo in modo che un utente più giovane su Instagram, che magari non dispone di un account Facebook o non lo usa mai, possa comunque chattare su quella piattaforma e viceversa.

Repubblica

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