Gentiloni incalza: “Approvare il Recovery fund entro luglio”. Ma l’emergenza non cancella il problema del debito

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Il Commissario suggerisce le priorità italiane da affrontare con i fondi Ue: “L’inclusione sociale, la sostenibilità ambientale e la modernizzazione digitale”.

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“Abbiamo bisogno di approvare” il piano del Recovery fund “entro il mese di luglio, prima della pausa estiva”. Così il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, incalza sui tempi di approvazione del piano straordinario da 750 miliardi presentato dalla commissione Von der Leyen per portare l’Europa fuori dalla crisi pandemica, parlando in collegamento con la commissione Politiche europee della Camera.

Come noto, il piano prevede anche che la Commissione possa finanziare il piano attraverso l’emissione di debito comune garantito dal quadro finanziario pluriennale: “L’emissione di debito comune per problemi comuni” che si sta sperimentando con il Recovery fund, “se funzionerà, potrebbe riproporsi nei prossimi anni e porre la basi perché la politica economica europea non si fondi solo sulle regole e gli interventi di politica monetaria ma anche su risorse comuni per progetti comuni”, l’idea di Gentiloni.

Il commissari richiama comunque l’Italia, al di là dell’emergenza senza precedenti di questa fase, al rispetto della disciplina sui conti. “La sostenibilità del debito in alcuni paesi, tra cui l’Italia, è uno dei problemi del futuro che la discussione di questi mesi non può cancellare”, dice soprattutto guardando al piano di riforme che Gualtieri e Conte presenteranno per accedere ai fondi Ue. “Se si fa un piano orientato al futuro, alla ‘next generation’ (il titolo del programma della Commissione, ndr), un piano che vedrà spendere 750 miliardi di risorse comuni, di debito contratto in comune – osserva Gentiloni – bisognerà farlo pensando anche nel medio lungo termine a riportare il nostro debito in una situazione stabile e verso una traiettoria discendente”.

Da parte sua arriva anche una indicazione: “Se dovessi dare un suggerimento non richiesto e non previsto dalle procedure ma amichevole all’Italia, direi: ci sono la legge di Bilancio e altre risorse, concentriamo le risorse del piano di Recovery su tre grandi priorità: l’inclusione sociale, la sostenibilità ambientale e la modernizzazione digitale”.

LaRepubblica.it

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