Quando il design incontra la tecnologia: “DesignTech” dalla Call4Solutions al White paper fino al nuovo Hub nell’ex area Expo

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Nella fase di ricostruzione di spazi e scenari si distingue l’attività di una realtà impegnata nella sinergia tra innovazione ed evoluzione tecnologica nel settore del design. Oggi presenta in un documento le nuove linee guida per la convivenza sociale definite da una task force di esperti e professionisti e lancia un bando per aziende e startup, in vista del primo Hub per l’innovazione tecnologica nel settore design

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Nella rediscrizione di scenari e orizzonti nella fase post-Covid sono molteplici gli effetti tangibili che è possibile riscontrare nella riorganizzazione degli spazi: se con la pandemia sono emersi tutti i limiti di città, infrastrutture, architetture, ambienti e stili di vita dettati da modelli ormai obsoleti, è utile partire da nuove linee guida per la convivenza sociale. Per questo motivo nasce il “White paper

DesignTech for Future” – in download gratuito sviluppato attraverso 16 tavoli di lavoro tematici composti da esperti e professionisti di diversi settori, dedicato a possibili soluzioni concrete – sostenibili, flessibili e funzionali – accomunate concettualmente dall’intersezione tra design e tecnologia: dai luoghi di lavoro ai ristoranti, dal mondo del retail a quello dell’accoglienza.

“Il Covid ha creato un senso di urgenza nell’ambito dell’organizzazione degli spazi di vita in cui trascorriamo molto tempo – spiega Ivan Tallarico, fondatore e CEO di Hi-Interiors e DesignTech Hub Milano, realtà impegnata ad accelerare l’innovazione e l’evoluzione tecnologica nel settore del design – c’è molto di più da fare per accrescere tecnologicamente questi luoghi, dall’impiego di sistemi efficaci di purificazione d’aria a quello di materiali smart con caratteristiche antibatteriche, per fare un paio di esempi. Il White Paper è una traccia zero da cui partire, un documento frutto della collaborazione di vari soggetti a cui abbiamo chiesto un contributo tematico, da Pininfarina Architecture a Progetto CMR, dal gruppo Lombardini 22 agli studi Binini Partners Zaha Hadid Architects ad aziende che abbiamo ritenuto espressiva di quell’ambito, come PwC per quanto riguarda la social innovation e supply chain”. 

Ma come nasce l’idea di DesignTech? “Nasce circa poco più di un anno fa – racconta Ivan Tallarico – durante la Design Week abbiamo organizzato in piazza Castello un evento di open innovation nel circuito Fuori Salone: nel renderci conto della difficoltà per giovani aziende dello scalare questo modello di business, da scale up ci siamo proposti come “ponte” tra altre start up in linea con tecnologie tangenti al settore e una platea di addetti ai lavori: professionisti come architetti, designer e imprenditori del settore”.

Già da qualche anno Hi-Interiors sviluppa prodotti di design legati alla categoria smart furniture: in ultimo l’avveniristico smart bed “HiBed” progettato per Hi-Interiors dall’architetto Fabio Vinella, che si rende versatile in ogni sua manifestazione, dall’integrazione di uno schermo da 70 pollici ai sensori biometrici per  monitorare il proprio sonno. 

Proprio per favorire lo sviluppo di programmi di innovazione aperta e stimolare la diffusione delle tecnologie digitali nel settore nascerà il primo Hub per l’innovazione tecnologica nel settore design, nell’ambito di MIND Milano Innovation District, in fase di sviluppo nell’ex area Expo dal developer Lendlease. “L’idea è quella di realizzare un grande Living Lab integrato con degli spazi di coworking, coliving e cofactory, studiati per supportare la prototipazione rapida di nuovi prodotti da parte di aziende e startup. Il primo passo è quello del co-working, con l’idea di raccogliere sotto lo stesso tetto competenze sparse per la città, startup con tecnologie interessanti da proporre alle aziende del settore, con l’obiettivo di creare uno spazio in cui il design incontri l’innovazione digitale”

In virtù di questo primo step, il programma HiHack lancia la Call4Solutions, un bando per aziende e tech startup in grado di progettare rapidamente un ritorno in sicurezza nei luoghi di lavoro post Covid-19 integrando design e tecnologia. Le soluzioni selezionate andranno a comporre i primi spazi di coworking del DesignTech Hub in Milano, che nella prima fase sarà ospitato nel padiglione che durante l’Expo fu di Intesa Sanpaolo progettato da Michele De Lucchi, la cui inaugurazione è prevista per ottobre 2020. 

“In seguito daremo origine ad altre call per gli altri step: il Co-living, una sorta di grande showroom in cui aziende e start up risiederanno per alcuni mesi e testeranno le soluzioni progettate e la Co-Factory, una vera e propria fabbrica per la lavorazione di materiali come legno, vetro e alluminio e stampanti 3D di grande dimensione per supportare la prototipazione rapida di nuovi prodotti da parte di start up e aziende”. 

Ma quale sarà il fattore che maggiormente inciderà sulla ridefinizione dell’uso degli spazi e sull’organizzazione sociale nel tempo che stiamo per vivere? “Di sicuro il tema dello smart working, che non solo permarrà ma verrà sdoganato in maniera strutturale con l’approvazione degli stessi lavoratori”, afferma Tallarico. Lo conferma anche il sondaggio elaborato dall’Istituto Piepoli commissionato in occasione della divulgazione del WhitePaper, che registra come 3 italiani su 4 desiderano continuare a lavorare in smart working. Gli spazi di lavoro, però, vanno completamente ridisegnati: “I building di nuova concezione avranno piani di co-working e servizi di prossimità, quello che ci aspettiamo è che il 30% 40% di spazi destinati a uffici vengano inoccupati nei prossimi mesi, ciò creerà dei sistemi di trasformazione immobiliare. Lo smart working è già una realtà ma deve essere gestito, dalla digitalizzazione alla virtualizzazione del lavoro, dalle soluzioni ergonomiche a quelle illuminotecniche”.  


Today.it

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