In Puglia c’è che chi sogna il ritorno delle feste patronali

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 La simulazione di una festa patronale della Puglia, con cassarmonica, luminarie, e sagome di cartone che rappresentano i musicisti delle celebri bande pugliesi, per lanciare una provocazione ma, soprattutto, un messaggio: c’è un mondo, quello delle feste, con migliaia di persone che costituiscono una rete di indotto, che vuole tornare a vivere dopo la lunga pausa del lockdown e accendere di luci e di colori le piazze di Puglia nelle sere d’estate. Luminaristi, giostrai, musicisti delle bande, ambulanti, artisti di strada, sono al palo da marzo. Completamente fermi, senza nessun guadagno e prospettiva di ripresa. Tutti insieme costituiscono una forte e antica tradizione meridionale, non solo pugliese, ma per questo mondo non ci sono segnali di ripartenza. In tempi normali si sarebbero rimessi al lavoro dopo Pasqua con le prime feste patronali e poi via via sino al cuore dell’estate e sino a settembre-ottobre. E invece nulla: le feste vengono annullate una dietro l’altra. Sospesi concerti musicali, fuochi d’artificio e processioni religiose. E così, per dimostrare che la festa patronale è comunque possibile con una nuova organizzazione e con tutte le misure di sicurezza, la simulazione di una festa si è svolta vicino al Castello di Corigliano d’Otranto, in provincia di Lecce, a cura della ditta di luminarie “Marianolight 1898”, una delle più famose in Puglia, con diverse, importanti esperienze anche all’estero. “Abbiamo messo in scena una festa patronale dal suo inizio – spiegano gli organizzatori dell’evento -: la costruzione delle luminarie, la preparazione dei fuochi pirotecnici, il montaggio della giostra e delle bancarelle, la banda musicale nella cassa armonica e la conclusione con gli spari pirotecnici. Professionisti e maestanze sono stati coinvolti in questa simbolica iniziativa, utile a comprendere le modalità da utilizzare per riprendere i festeggiamenti patronali”. L’obiettivo della rappresentazione, realizzata con il sostegno del Comune di Corigliano d’Otranto, del progetto “Castello volante” e dell’associazione “Partner”, è quello di portare l’attenzione sulle norme corrette per proporre le feste patronali anche in questo periodo di attenzione nei confronti di una epidemia tanto gravosa sul genere umano: “Si tratta di una delle più importanti tradizioni dell’Italia e sono molto sentite” si afferma, rilevando che è in gioco “un indotto economico importante, che coinvolge numerosi addetti ai lavori. Il mancato svolgimento delle tante feste patronali che animano per tutto l’anno il nostro territorio sta creando e (continuerà a farlo) un vuoto a livello simbolico, identitario, culturale ma anche economico”. Il regista Paolo Pisanelli ha realizzato un docufilm che ha la finalità di promuovere “un dialogo più tecnico” con la Regione Puglia sulle nuove modalità organizzative delle feste. Il regista realizzerà anche un cortometraggio con il contributo, in video messaggio, di cantanti pugliesi e non tra i quali Al Bano Carrisi, Sud Sound System, Paolo Belli, Enzo Avitabile, Riccardo Fogli, Eugenio Bennato, Cioffi, Michele Zarrillo, Cesko degli Apres La Class, Mondo Marcio e Clementino. Infine, per tenere viva l’attenzione su questo settore legato alla tradizione popolare, la cassa armonica allestita a ridosso del Castello di Corigliano d’Otranto resterà per tutti mesi estivi e ogni sera proporrà musica per dare voce a tutte feste patronali “che vogliono e possono continuare ad esistere – dicono gli organizzatori – rispettando le norme di sicurezza della fase 2”.

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