Fs Italiane, triplicati i passeggeri su Frecce e Intercity

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Da 8mila a 22mila in un giorno. Sono quasi triplicati dalla scorsa settimana i passeggeri di Frecce Intercity. In tanti hanno deciso di raggiungere in treno amici e parenti lontani nel primo giorno di libertà di movimento tra regioni. A loro disposizione un’offerta di corse nazionali Trenitalia più che raddoppiata, passata da 58 a 128 treni, trai quali il nuovoFrecciarossa Torino – Reggio Calabria arrivato a destinazione in perfetto orario.

Su 26 treni si è raggiunto il sold out, che vale comunque soltanto il 50% dei posti offerti dalla capienza massima di ciascun treno. L’altra metà resta infatti vuota e invendibile, per distanziare le persone, come richiesto dagli attuali protocolli di sicurezza.  E comunque, a fine giornata, mediamente un posto su due, anche di quelli in vendita, è rimasto vuoto. Insomma, siamo ancora ben lontani dai tempi pre-Covid, anche se i segnali positivi, soprattutto in vista della prossima estate, non mancano e vanno coltivati.

Stazioni quindi oggi molto più animate delle settimane passate, ma con unmovimento sempre tranquillo e ordinato di viaggiatori che si sono lasciati sottoporre ai controlli del termoscanner prima di accedere all’area partenze delle principali stazioni AV italiane e salire su treni ad Alta Velocità e Intercity.  Il controllo preventivo,  che impone lo stop a chi ha una temperatura corporea superiore ai 37,5 gradi, si aggiunge alle tante misure messe in campo dalle società del Gruppo FS per tutelare la salute di viaggiatori e personale.

Anche sui regionali l’affluenza ha fatto un balzo in avanti del 32% rispetto alle medie della scorsa settimana. Alle 17 i passeggeri erano oltre 300mila, a fine giornata se ne attendono almeno 450mila sulle oltre 4600 corse disponibili. I numeri sono in costante crescita, e lasciano ben sperare, ma valgono ancora poco meno di un terzo rispetto a quelli realizzati in tempi migliori, a scuole aperte. Anche qui il vincolo del distanziamento è sempre stato rispettato con un indice di riempimento medio del 35%, calcolato sui posti realmente utilizzabili, ossia sempre la metà di quelli esistenti.

Senza strappi ma con fiducia, anche l’Italia del treno si è dunque rimessa in moto. 

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