Recovery Fund da 750 miliardi, all’Italia ne andranno 170

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Dei 170 miliardi previsti per l’Italia circa 90 sarebbero trasferimenti a fondo perduto.

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“L’Italia otterrà oltre 170 miliardi: 80 mld in trasferimenti e 90 mld in prestiti stando alle chiavi di ripartizioni adottate”. Queste le ipotesi avanzate all’Adnkronos da fonti di governo, mentre si attende che la presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen formalizzi la sua proposta di Recovery Fund. La Commissione Europea “propone un Fondo di Recovery da 750 miliardi, che si aggiunge agli strumenti comuni già varati.

Una svolta europea per fronteggiare una crisi senza precedenti”. Ne dà notizia il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni, su un social network, usando l’hashtag NextGenerationEu, il nome scelto per il piano.

La crisi generata dall’epidemia di Covid-19 provocherà una caduta del PIL dell’Eurozona compresa fra l’8% (scenario medio) e “un po’ più del 12% (scenario più grave). Lo ha confermato la Presidente della BCE, Christine Lagarde, in un intervento in diretta Web con i giovani per parlare dell’impatto della crisi sanitaria sull’economia, sulle persone e sugli attori economici.

“Il PIL calerà più della crisi finanziaria”, ha confermato la Presidente escludendo un “impatto mite” ed anticipando che la contrazione sarà “più del doppio” della crisi del 2008-2012. La misura – ha spiegato – dipenderà da quanto tempo servirà per rimuovere le misure di lockdown e da quali settori saranno più danneggiati.

Lagarde ha ribadito anche che si tratta di una crisi “asimmetrica”, dove le economie più esposte al turismo saranno più colpite e quelli che vantano maggiori margini di bilancio più facilitate nella risposta alla crisi.

La numero no della BCE ha anche escluso la possibilità di una nuova crisi finanziaria dell’Eurozona, affermando che “l’aumento del debito pubblico in risposta alla crisi riguarda tutti i Paesi, non solo l’Area Euro”.

In una situazione di questa eccezionalità – ha detto – vanno prese “misure di bilancio” per rispondere alla crisi pandemica e “l’uso del debito non solo è raccomandato, è la cosa da fare”. A questo proposito la numero uno della BCE ha detto di non esser particolarmente preoccupata per la crescita dei debiti pubblici, perché con una inflazione e tassi di interesse bassi anche i costi di servizio del debito “sono estremamente bassi”.


Libero.it

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