In Campania sono ripartite circa 70mila aziende

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C’è anche la Fca di Pomigliano d’Arco tra le aziende campane che si rimettono in moto dopo il lungo stop obbligato dal lockdown. Nei giorni scorsi erano tornati a lavoro gli addetti alla manutenzione, ai quali da stamattina si sono aggiunte altre tute blu, tra cui i collaudatori. Era ripartita lunedì scorso la Whirlpool, dopo il periodo di formazione sull’utilizzo dei dispositivi di protezione e la valutazione dell’idoneità della fabbrica rispetto alle norme anti-Covid. Gli operai stanno tornando quindi a lavoro tra l’incertezza per la vertenza che coinvolge lo stabilimento di Napoli (che dovrebbe bloccare la produzione il 31 ottobre) e i timori per l’aspetto sanitario. Più in generale, sulle 140.926 aziende che da oggi possono tornare a produrre, in base alle disposizioni dell’ultimo Dpcm, sono ancora poche quelle che hanno dato il via alla fase 2. Al momento non ci sono ancora dati ufficiali, ma le stime parlano di una soglia al di sotto del 50%. Ripartenza lenta anche sul fronte degli esercizi commerciali. Su un totale di 40mila in Campania, fa sapere Confcommercio, hanno ripreso in 10-12mila, una gran parte nel settore della ristorazione. Le limitazioni imposte e le spese da sostenere per adeguarsi alle norme nazionali e regionali, scoraggiano molti esercenti. Nel settore della ristorazione, anche chi ha riaperto sta viaggiando su un fatturato del 20% rispetto a quello di inizio 2020. Anche per questo Confcommercio stamattina ha riunito in videoconferenza oltre 1.000 imprese e dal confronto è emersa la necessità di anticipare all’11 maggio la ripartenza dei settori che dovrebbero riaprire al dettaglio il 18. Una richiesta che sarà formalizzata al presidente della Regione, sottolineando che, in questa fase delicatissima, una settimana può determinare la definitiva chiusura di molti esercizi.

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