Dl liquidità, la potenza di fuoco fa acqua: tempi lunghi e documenti a raffica

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L’iter per ottenere il prestito per molte imprese è una vera e propria Odissea. Conte: “Chiedo alle banche un atto d’amore”

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Presentato in pompa magna, come la panacea o quasi di tutti i mali con l’obiettivo di dare una bella boccata d’ossigeno alle imprese in difficoltà ai tempi del coronavirus, il Dl liquidità e la sua “potenza di fuoco” iniziano a fare acqua, incontrando più di qualche difficoltà di applicazione lungo il cammino. Nelle intenzioni, doveva essere tutto piuttosto semplice e immediato specie per i prestiti fino a 25mila euro. 

Invece, nella pratica, archiviati i facili entusiasmi della prima ora, sembrerebbe che, come spesso accade, tra il dire e il fare, ci siano di mezzo tempi lunghi e documenti a raffica. Aumenta con il passare delle ore, il numero di imprenditori che denunciano difficoltà nella presentazione della domanda, tutt’altro che light come invece era stato prospettato, costretti alla fine a rinunciare.

Stefano Dalla Francesca, scrive Tgcom24,  è un piccolo imprenditore edile lombardo. Il suo lavoro è fermo ormai da marzo e per far fronte alle spese e onorare i pagamenti senza licenziare i tre dipendenti fissi, aveva deciso di accedere ai prestiti garantiti dallo Stato chiedendo alla propria banca il prestito da 25mila euro. Ma i vincoli burocratici e la lentezza della pratica lo hanno convinto a desistere. “Probabilmente – racconta – si era andati così oltre rispetto ai tempi che io mi aspettavo che ho deciso di desistere anche perché a questo punto quella cifra non basta più. A oggi però, le banche non mi hanno saputo dire qual era la procedura e qual era il tempo di erogazione”.

Un problema, quello riscontrato dall’imprenditore di Novate Milanese, comune a tantissimi altri artigiani e aziende, in difficoltà per il blocco produttivo e oberate di scartoffie e norme ancora poco chiare per accedere ai promessi aiuti statali. Dice Mario Accornero, Segretario generale Unione Artigiani Milano: Si richiedono moduli e documenti che la banca deve verificare e chiaramente l’operazione richiede tempo. Non era quello che ci aspettavamo”. 

Non è certo mistero che molte imprese sono a rischio sopravvivenza dopo lo stop forzato e la crisi innescata dal coronavirus. Mai come ora occorre fare presto. Lo sa bene il Presidente del Consiglio Conte che nelle scorse ore ha lanciato un appello alle banche italiane: “Stiamo monitorando la risposta del sistema bancario al decreto Liquidità. Abbiamo predisposto tutto perché vengano erogati questi finanziamenti in modo legittimo e corretto. Mi raccomando, chiedo uno sforzo a tutto il mondo bancario perché possa erogare subito liquidità alle imprese che ne hanno bisogno”.

 “C’è una risposta ma deve essere ancora più incisiva, ancora più rapida e tempestiva. È un atto d’amore che chiedo per l’Italia, per i cittadini italiani e per le imprese” ha ribadito.


Libero.it

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