IL MONDO DEL MARKETING

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Coca-Cola mette in pausa le pianificazioni di tutti i suoi brand.
Farà donazioni a sostegno dell’emergenza Covid-19.

All’interno del mercato pubblicitario, le aziende stanno reagendo in maniera variegata alle conseguenze dell’epidemia da Covid-19. Alcuni hanno modificato le loro creatività, adattandole al sentiment del momento e puntando su comunicazioni più valoriali e legate al brand. Altre, invece, hanno deciso di mettere in stand-by i loro investimenti adv “fino a nuove comunicazioni”, in attesa di capire come evolverà la situazione e quando il lockdown lascerà il passo a una ripresa economica e dei consumi. Magari, nel frattempo, devolvendo parte di quelle somme a donazioni a sostegno dell’emergenza.
E tra questi ultimi ci sono anche grossissimi spender, come Coca-Cola.
La multinazionale di Atlanta, che circa una settimana fa ha annunciato di avere congelato i propri investimenti in UK, ha deciso di estendere questa sua decisione a nuovi mercati. Evidentemente anche all’Italia, visto che la comunicazione è stata ufficialmente data in un post in italiano sul profilo Facebook nazionale del brand.
“In questo momento difficile, abbiamo deciso di sospendere tutta la nostra pubblicità – si legge nel post -.
Ora la nostra priorità è occuparci della sicurezza e salute dei nostri colleghi e della comunità. Insieme ai nostri partner imbottigliatori e a The Coca-Cola Foundation stiamo donando oltre 120 milioni di dollari a livello globale a sostegno dell’emergenza Covid-19. Insieme, possiamo fare la differenza”.
Coca-Cola specifica che la sospensione della pubblicità sarà attiva da aprile, e coinvolgerà sia il marchio Coca-Cola che gli altri marchi dell’azienda (che comprendono Fanta, Sprite, Powerade e Acqua Lilia).
Sempre su Facebook, il post è stato condiviso anche da Vittorio Cino, European Union Affairs Director di The Coca-Cola Company, il quale ha sottolineato come si tratti di una “scelta forte, presa dopo attenta riflessione e destinata, io credo, a far dibattere.
Coca-Cola sospende i suoi investimenti pubblicitari di aprile, dirottando le risorse a beneficio della comunità. A mio avviso una scelta di corporate diplomacy, perfettamente in linea con i nuovi doveri e impegni che le aziende dovranno proporre come scelte di policy nei prossimi mesi e anni. Ogni azienda fa storia a sè, non è detto che la scelta fatta da Coca-Cola debba essere replicata, quello che è importante è la nuova consapevolezza da parte dei brand di formulare decisioni rivoluzionarie in tempi rivoluzionari e di apocalissi culturali”.
Il manager ha inoltre aggiunto che l’azienda ha “ritenuto di doversi concentrare sulle priorità del momento”, considerando però “che nei mesi di ripresa ci sarà probabilmente un investimento ancora più forte“.
Resta di fatto che, in un momento dell’anno in cui tradizionalmente il mondo del beverage è molto presente sui mass media, Coca-Cola – una multinazionale che investe in marketing e adv oltre 4 miliardi di dollari all’anno -, non ci sarà, e non si sa ancora per quanto tempo.

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