Coronavirus, Istituto Friedman: “La vita conta più della politica delle sanzioni”

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“Nel grave momento di difficoltà che stiamo vivendo le dimostrazioni di vicinanza e di supporto concreto di popoli amici non possono che rappresentare fonte di sollievo, morale e materiale, che ci permette di combattere con ancora più convinzione la battaglia contro il Covid-19. A coloro che stanno aiutando il nostro Paese non può che essere rivolto un profondo senso di gratitudine, nella consapevolezza che questo aiuto non verrà dimenticato dagli italiani. Ci ha colpito, in particolare, la tempestiva e solidale azione della Federazione Russa, che, nonostante le innegabili divergenze in tema di politica internazionale, non dimentichiamoci che nei suoi confronti sono ancora in vigore le sanzioni economiche, si è dimostrata pronta ad affermare, senza esitazioni, la prevalenza del bene vita rispetto a quello delle logiche politiche. Una scelta di principio che si è declinata attraverso l’invio, nell’arco di tre giorni, di 15 aerei cargo Il-76, insieme a oltre 120 medici militari, virologi ed epidemiologi e milioni di mascherine, ventilatori e altri dispositivi medico-sanitari. Di fronte a una così pronta pronta dimostrazione di umanità, mancata a quell’entità che dovrebbe essere per noi la prima e più importante fonte di supporto, l’Unione Europea, sbiadiscono e per certi versi feriscono le polemiche create ad arte. L’ex candidato alla presidenza per i democratici Usa, Michael Bloomberg, ha insinuato, dimostrando scarsissima sensibilità istituzionale di fronte alla situazione emergenziale in corso, come l’invio di aiuti al nostro Paese rappresenterebbe il frutto di un accordo segreto in virtù del quale l’Italia si sarebbe impegnata a promuovere l’eliminazione delle sanzioni commerciali imposte alla Russia. Questa polemica ha senza dubbio incentivato anche altri Paesi ad aiutarci maggiormente invece che a polemizzare, a partire dagli Stati Uniti che stanno fornendo aiuti materiali in queste ore. Il tema delle sanzioni anti russe non c’entra con questa crisi, ma è al centro del dibattito politico nazionale e già da alcuni anni gran parte delle forze politiche si è espressa contro questa misura che danneggia le imprese italiane. Siamo certi però, e su questo possiamo assicurare gli amici americani, che se si dovesse arrivare a uno sblocco della situazione, ciò non avverrà in un’ottica di do ut des, bensì a fronte di un ragionamento svolto insieme ai partner strategici in un’ottica di completa trasparenza come da tradizione del nostro Paese. L’Unione europea intanto pare non avere più alcuna velleità solidale, la Repubblica Ceca fa sparire le nostre mascherine che poi ricompaiono, mentre la Polonia nega addirittura lo spazio aereo agli aerei russi carichi dei nostri aiuti, certo tutto questo non può che preoccuparci, viste sin da subito le scarse dimostrazioni di generosità nel confronti del nostro Paese in questo momento di emergenza proprio da parte degli alleati europei più solidi. Questa pandemia sarà senza dubbio una circostanza che superata l’emergenza aprirà grandi dibattiti in seno alle organizzazioni sovranazionali di cui facciamo parte” – Così Alessandro Bertoldi, nella foto, Direttore esecutivo dell’Istituto Milton Friedman Institute.

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