Coronavirus, Facebook ha sospeso le sponsorizzazioni a video e articoli pubblicati

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I nuovi video e gli Instant Article pubblicati sul social in lingue diverse dall’inglese non saranno più accompagnati da annunci pubblicitari, e non recheranno guadagni alle persone e le organizzazioni che li hanno realizzati. I dipendenti Facebook responsabili della loro revisione sono stati allontanati dagli uffici come misura di isolamento.

Come altre grandi aziende in tutto il mondo, in questi giorni anche Facebook sta ridimensionando le proprie attività per far fronte all’emergenza coronavirus. In particolare, il gruppo sta chiedendo in questi goirni agli impiegati assunti esternamente di non recarsi più negli uffici della società e di interrompere le proprie attività fino a nuovo ordine; il provvedimento avrà però un effetto collaterale: significherà infatti che i nuovi video caricati sul social non potranno più essere sponsorizzati, causando perdite economiche a centinaia di migliaia di persone e organizzazioni che in tutto il mondo pubblicano su Facebook materiale di intrattenimento o informazione contando su questa fonte di guadagno.

Il ruolo dei moderatori
Del personale al quale è stato chiesto di interrompere la propria opera fanno infatti parte i cosiddetti moderatori. Questa categoria di impiegati ha, tra le altre cose, il compito di supervisionare i video sponsorizzati e gli articoli delle testate giornalistiche che si aprono istantaneamente all’interno dell’app anziché condurre sulle pagine web dell’editore. Operazioni simili vengono condotte quotidianamente per far sì che gli inserzionisti che si rivolgono a Facebook possano associare i propri annunci pubblicitari a video e contenuti di qualità comprovata.

Per questo motivo — ha comunicato Facebook — senza il lavoro di questi dipendenti i nuovi contenuti non possono essere associati ad annunci pubblicitari, il che renderà impossibile a chi li pubblica trarre qualunque tipo di profitto dalle relative visualizzazioni. La decisione avrà un impatto su tutti i nuovi articoli e i video pubblicati a partire da questi giorni sul social: il materiale in lingua inglese in realtà comunque revisionato dai dipendenti rimasti in forze all’azienda anche in questi giorni (anche se impiegherà più tempo per essere approvato), mentre tutti i contenuti in lingue diverse dall’inglese non produrranno più guadagni per chi li pubblica.

Le possibili conseguenze
La decisione presa è ovviamente temporanea e per stessa ammissione di Facebook “senza precedenti”: il gruppo sta così tentando di tutelare la salute di una classe di dipendenti che solo pochi giorni fa aveva lamentato disagi significativi proprio in quest’ambito. Le conseguenze potrebbero però essere altrettanto inedite, considerato che l’emergenza coronavirus non ha una data di scadenza e che molti creatori di contenuti hanno modellato le proprie attività professionali anche sulle sponsorizzazioni e sui guadagni in arrivo dai social.

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