Terroni caput mundi / Dolce & Gabbana ringraziano Madonna

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Gli stilisti: «Lei ci ha aiutato a diventare quelli che siamo oggi»

MADONNA ILLUSTRE TERRONA RACCONTATA DA DOLCE E GABBANA

(di Cesare Lanza per Il Quotidiano del Sud) Riecco Madonna, rievocata da Dolce & Gabbana. Ricordo che Madonna è nata a Bay City, nel Michigan, il 16 agosto 1958. È la terza di sei fratelli. Ma fa parte a pieno titolo dei “terroni caput mundi”,e ne è assolutamente orgogliosa. i nonni paterni Gaetano Ciccone e Michelina Di Iulio nacquero rispettivamente nel 1901 e nel 1902 a Pacentro (un paese in provincia dell’Aquila) e nel 1919 di trasferirono negli Stati Uniti in cerca di fortuna. Il padre Silvio Ciccone è anche lui di origine abruzzese, la madre invece, Madonna Louise Fortin, era canadese. Purtroppo la prestigiosa cantante restò orfana della mamma, a causa di un tumore al seno, quando aveva solo 5 anni. Lascio la parola a Dolce e Gabbana, intervistati da Gian Antonio Stella. La svolta fu Madonna? Gabbana: «Sì. Lei. Lei ci ha aiutato a diventare quelli che siamo oggi». Dolce: «Avevamo i suoi dischi. Eravamo andati a vederla in concerto a Torino e da altre parti. Ci dicevamo: pensa se un giorno si mettesse qualcosa di nostro. Passano tre mesi ed esce sull’Herald Tribune una foto di lei a una festa a Parigi con addosso una maglia da “teruna”…». In che senso “da teruna”? D.: «Una maglia nera tutta a uncinetto, di tradizione meridionale, che era nostra. Da non crederci». L’avete cercata? G.:«Ci ha cercato lei. Avevamo a New York una stanzetta, un piccolo ufficio stampa, affidata a un ragazzo vietnamita. La sua assistente si mise in contatto e disse che lei doveva andare alla prima del film “A letto con Madonna” e voleva un body con tutte le pietre colorate, una giacca da uomo e le calze autoreggenti. Andò a questa presentazione e uscì su tutti i giornali internazionali accanto alla foto di una sfilata nostra. Girò tutto il mondo, quella foto». D.: «Poi uscì il film e ci chiamò un amico che vive a New York e fa il restauratore al Metropolitan Museum. Ci disse che nel trailer del film, in America, c’era una battuta in cui lei, Madonna, diceva una frase tipo “io nella vita posso avere quello che voglio, volevo una camicia di Dolce & Gabbana e toh, Warren Beatty me l’ha subito regalata…”. Noi non cicredevamo. Pensavamo ci prendesse in giro. Quando il film arrivò a Milano fummo gli ultimi ad andarlo a vedere perché eravamo spaventati all’idea che ci avessero presi peri fondelli». E invece la battuta c’era… D.: «C’era. Così, dopo mesi, vedendo che continuava a vestirsi con roba nostra, le abbiamo chiesto se avesse voglia una sera di cenare con noi». Chi telefonò, Stefano o Domenico? D.: «Macché, le abbiamo scritto. Meglio: abbiamo dettato una lettera a uno che ce l’ha tradotta. In che lingua potevamo parlare, al telefono? Se ti vedi puoi gesticolare, ma al telefono…». E finalmente, cena a New York. G.: «Ristorante sulla 17a, tra la settima e l’ottava. Io ero sudatissimo per l’emozione. Il mio mito! Per fortuna allora si poteva ancora fumare nei locali. Una dietro l’al tra…». D.: «Per cominciare ci fece il questionario di Proust. Voleva sapere tutto di noi. Lei impazzì per noi, noi per lei. Finimmo a ballare,poi a casa sua…». E come parlavate? D.: «A gesti». A gesti? D.: «A gesti. Ma lei parla un po’ di italiano, per fortuna. Adora il nostro cinema neorealista e guarda i vecchi film in lingua originale. Visconti, Pasolini, Rossellini… Sa tutto. È una donna straordinaria. Ancora adesso, dopo tanti anni, mi mette soggezione. È una dalla quale impari sempre qualcosa.È scaltra, è colta, dell’Italia sa tutto. È molto italiana. Umile. Formidabile». Com’è, come cliente? G.: «L’ideale. Decisa. Se vuole una cosa ti dice anche il punto di colore».

RICORDA CON ORGOGLIO LA SUA PERFETTA ITALIANITÀ

Madonna (Louise Veronica Ciccone) non solo è la cantante pop più famosa al mondo negli ultimi 20 anni: la sua qualità artistica si è imposta anche come ballerina,cantautrice, stilista,regista, attrice e produttrice cinematografica e discografica. Madonna ha sempre rivendicato le sue origini italiane ed abruzzesi e non appena è venuta in Italia per il suo primo famoso concerto (Torino del 1987) ha voluto incontrare i parenti… Durante i concerti o trasmissioni televisive italiane ha inviato saluti a Pacentro ed i suoi abitanti. In un’intervista al ‘Le Figaro’a Parigi ricorda la “italianità” in particolare dice se stessa: “Parlo con le mani, piango molto, sono appassionata, ho un brutto carattere e amo le belle scarpe”.

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