Preoccupa la crisi del manifatturiero Pordenonese, dopo due anni di crescita

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Andamento negativo dell’economia pordenonese dopo due anni di crescita: lo attesta l’indagine congiunturale della Camera di Commercio che ha analizzato il periodo ottobre–dicembre 2019 e le previsioni degli imprenditori per il primo trimestre 2020. È il manifatturiero che dopo oltre due anni di crescita, evidenzia le maggiori preoccupazioni: nel quarto trimestre 2019  le variazioni tendenziali (cioè rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente) sono negative, con la produzione che cala del -1,5%, il fatturato del -1,7% e il fatturato estero del -7,5%. Sul versante degli ordinativi si nota invece una timida crescita degli ordini interni (+0,4%), mentre sono in flessione quelli esteri del -4,2%. Per la prima volta dal 2013 anche il livello dell’occupazione assume segno negativo con un tendenziale pari a -0,3%. Rimane su buoni livelli il grado di utilizzo degli impianti che si attesta al 73% e supera l’80% nelle imprese di dimensioni comprese fra 50 e 249 addetti. Risulta sempre significativa, ma in calo rispetto al recente passato, la propensione all’export con una quota sul totale fatturato pari al 36% (contro il 51% osservato un anno fa). Le previsioni per il primo trimestre del 2020 – rileva la nota della Cciaa Ud-Pn –  della maggioranza degli intervistati parlano di “valori stazionari” degli indicatori, con una netta prevalenza però di pessimisti: infatti, per produzione e fatturato, la percentuale di coloro che prevedono cali oltre il -2% supera, di circa 10 punti percentuali, quella di chi si attende una crescita oltre il +2%, mentre per gli ordini, sia interni che esteri, tale gap è addirittura pari a 16-17 punti percentuali. Si differenziano le aspettative relative all’occupazione, per la quale oltre l’80% degli intervistati prevede stabilità e il 14% si dimostra ottimista. “La situazione desta innegabili preoccupazioni –  afferma il Presidente della Cciaa Giovanni Da Pozzo – sia per il presente, che stiamo interpretando assieme alle associazioni di categoria, sia per il futuro immediato, la cui lettura è in corso nei tavoli di crisi istituiti con la collaborazione delle Istituzioni”. “Ciò che a mio avviso balza maggiormente agli occhi – aggiunge il Vicepresidente Giovanni Pavan – sono il pessimismo che serpeggia tra gli imprenditori chiamati a esprimersi in tempi non sospetti sul trimestre in corso, il tonfo del fatturato estero e l’inversione di tendenza del tasso occupazionale. Siamo in una fase estremamente delicata”. 

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