Kering, Gucci fa volare i ricavi 2019. Sale il dividendo

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Kering chiude il 2019 con una crescita a due cifre per i principali marchi del Gruppo, da Gucci (+16,2%) agli altri brand minori (+20,3%), trainati da Balenciaga e Alexander McQueen, passando per Saint Laurent (+17,5%), che per una volta registra un incremento maggiore dei ricavi di tutte le griffe del Gruppo. Salgono le vendite di vestiti e borse, ma anche occhiali (+17,8%, sopra quota mezzo miliardo, la divisione eyewear), un progresso che fa lievitare i margini (l’ebitda sale del 18,3% a 6 miliardi di euro) al di sopra dell’incremento delle vendite (+16,2%).

Morale, il Gruppo guidato da François-Henri Pinault chiude l’anno con 15,8 miliardi di ricavi e con la forza di un gruppo che riesce a trasformare in profitti un quinto del fatturato: al netto delle componenti straordinari l’utile sale del 15,2% a 3,2 miliardi, mentre l’utile al netto dei nuovi standard contabili e del pagamento della multa con il fisco italiano (1,25 miliardi) scivola giù del 37% a 2,3 miliardi (-37%). E così Kering propone ai suoi azionisti un dividendo di 11,5 euro per azione (ovvero il 10% in più dell’esercizio precedente) e pari a circa la metà dei profitti netti per lasciarsi margine per affrontare nuove sfide e investimenti.

La Gucci dei record termina il quarto trimestre con un aumento dei ricavi a due cifre e pari al 10,5%: l’anno si chiude a quota 9,6 miliardi di euro (+13%), vale a dire oltre tre volte rispetto ai circa tre miliardi di euro del 2014, quando Marco Bizzarri come AD e Alessandro Michele come Direttore Creativo, hanno preso in mando le redini della maison fiorentina. Ma soprattutto Gucci chiude il 2019 con un mol pari al 41% delle vendite e una redditività senza pari. “La dipendenza di Kering da Gucci non è un problema” – ha commentato Jean-Marc Duplaix, CFO di Kering. Per Ysl Kering ha grandi progetti di crescita, e stima che, anche grazie alle nuove aperture, la griffe francese che nel 2019 ha registrato 2 miliardi di ricavi, abbia spazio per apprezzarsi ancora e puntare ai 3 miliardi. Infine Bottega Veneta, il marchio di pelletteria di altissima gamma, torna a crescere, seppur timidamente (+2,2%), e comunque supera il miliardo di euro di fatturato.

Sara Bennewitz, Repubblica.it

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